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Licenziati Fiat da 3 giorni sul Campanile del Carmine: «Questura ci impedisce di portare acqua e cibo»

Hanno passato, come promesso, la Pasqua sul Campanile del Carmine a Napoli e stanno facendo lo stesso per la Pasquetta. Sono i licenziati della Fca, la Fiat, che da Sabato Santo si trovano in vetta al luogo di culto nel cuore di Napoli per chiedere la reintegrazione. Il gruppo, capitanato dal sommese Mimmo Mignano, non accenna ad arretrare.

Intanto, però, i collettivi lanciano un allarme: «Abbiamo appena appreso che per ordine della Questura è stato vietato l’invio di cibo e acqua a Mimmo e Marco che da due giorni sono sul campanile della chiesa del Carmine. Nel pomeriggio i solidali presenti al presidio hanno sollecitato l’intervento di un’ambulanza dopo che Mimmo e Marco avevano iniziato ad avvertire i primi sintomi di stanchezza e mancamenti dovuti alla fame. All’arrivo dei medici il presidio ha chiesto di inviare sul campanile cibo e acqua, ma sia i medici che i vigili del fuoco si sono categoricamente rifiutati per via di ordini superiori. I solidali hanno quindi sollecitato l’arrivo sul posto della Digos per capire i motivi di questo diniego, ma sul posto è giunta solo una volante della stazione di polizia locale, la quale ha comunicato che per ordine della Questura è stato vietato l’invio di cibo e acqua a Marco e Mimmo fin quando non scenderanno… Hanno deciso che se non scendono devono morire di fame e di sete».

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