L’auto è cambiata, ora tocca all’officina 4.0


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Le rivoluzioni industriali che hanno attraversato le varie epoche hanno radicalmente cambiato il modo di vivere. Nel bene o nel male non spetta a noi stabilirlo. Di certo hanno stravolto il prosieguo del corso dell’umanità. Anche oggi ci troviamo difronte ad una vera e propria rivoluzione. È dettata dai computer, dai robot e dall’ingegneria in generale che ha messo a disposizione dell’uomo tutta una serie di strumentazioni atte a stravolgere il tradizionale, fin qui, modo di affrontare e risolvere una problematica. Qualunque essa sia. La cosiddetta quarta rivoluzione, quella già denominata 4.0, è quella basata sulla Internet of things, sugli oggetti che agiscono comandati da sistemi e algoritmi gestiti da computer in cloud, sulla robotica connessa e così via.  Concetti solo apparentemente lontani dalla nostra vita di tutti i giorni, e invece quantomai vicini visto che già influenzano quotidianamente la nostra professione e le nostre vite. Per restare nel settore automobilistico basti pensare alle automobili connesse (quelle con le black box, l’e-call o i suoi componenti che comunicano sul web) o quelle a guida autonoma in arrivo (quelle a guida semi-autonoma sono fra noi da anni). Senza dimenticare il car sharing e le mille app che ci aiutano tutti i giorni a trovare il percorso più libero, a pagare il pedaggio in autostrada, a parcheggiare e così via.



In un mondo in cui tutti sono iperconnessi, è inevitabile che cambiamenti epocali si riflettano anche sulle attività dei meccatronici, dei carrozzieri e dei gommisti. Ma come ci si adegua a questa trasformazione? La cosa importante per tutti è non rimanere isolati. Lo zoccolo duro della propria clientela si ridurrà velocemente perché dirottato dalle grandi aziende ad altri autoriparatori del loro network. O dalla disponibilità delle informazioni sul web che permettono agli automobilisti di confrontare le caratteristiche e i servizi offerti da autoriparatori concorrenti. Inoltre, non “correre” insieme all’evoluzione tecnologica significa rimanere isolati e essere poco o per nulla visibili da parte delle grandi aziende che ricercano partner per coprire adeguatamente il territorio. Oggi un’officina che non sa come comunicare al mercato è invisibile, non esiste. Un’officina che non si sa far trovare si nega la possibilità di essere contattata da automobilisti e partner. Comunicare è indispensabile. Occorre offrire informazioni chiare, aggiornate, altamente professionali, rilevanti e risolutive. Un’officina 4.0 oltre alla capacità di comunicare e valorizzarsi, deve essere connessa con i propri clienti. Manca poco, infatti, a che saranno direttamente le auto a recarsi presso uno specifico autoriparatore. E cosa accadrà? Semplice: l’autoriparatore sarà già informato dell’arrivo di quel veicolo e lo riceverà con l’elenco degli interventi e tutti i ricambi necessari. L’officina 4.0 dovrà garantire la capacità di soddisfare esigenze autoriparative a 360°. In un solo punto di servizio dovrà essere possibile ripristinare il perfetto funzionamento di un veicolo per la maggior parte dei casi, rimettendolo in condizione di riprendere la propria attività nel minor tempo possibile. In un solo “stop” dovrà essere in grado di intervenire sul motore, luci, parabrezza, pneumatici, carrozzeria, abitacolo e quant’altro. Per far parte di una rete organizzata sarà necessario essere appetibili, dimostrare di possedere tutta una serie di caratteristiche tecniche ed organizzative. Capaci di garantire la migliore esperienza di servizio e la massima soddisfazione del consumatore. E sicuramente tra le officine 4.0 avranno una vita professionale molto complicata quelle poco attente a come si presentano agli automobilisti: dovranno essere officine accoglienti, luminose, pulite e ordinate. In Italia le officine sono ancora molto lontane dall’essere classificate come Officine 4.0. Ma non c’è tempo per stare alla finestra. Gli automobilisti del mercato iperconnesso e ipertrasparente daranno opportunità solo a quelli che si organizzano per diventare 4.0: aziende più grandi, multiservizio, più efficienti, con orari di apertura estesi, capaci di comunicare e valorizzarsi sul mercato. Le reti autoriparative stanno già selezionando i migliori operatori e i consumatori, grazie alle informazioni sul web, stanno dando più fiducia alle officine trasparenti e capaci di valorizzarsi online. Oggi l’organizzazione del lavoro in officina è ancorata ad un mercato “vecchio” di 20 anni. Oggi sta cambiando ad un ritmo sempre più veloce ed è indispensabile aggiornarsi costantemente sull’evoluzione tecnologica dell’automobile per non restare tagliati fuori. Il futuro è già arrivato. Noi siamo pronti?

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