I TESORI VESUVIANI: Marigliano e gli antichi Decumani, il “dramma” dei siti archeologici interrati


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Marigliano, cittadina campana che si estende nella pianura a nord del Vesuvio, in prossimità dell’area nolana, conta circa 30.000 abitanti. All’inizio del 1900 i mariglianesi erano appena 12.500. La città esisteva già in epoca romana se si considerano i vari ritrovamenti risalenti al I- II secolo d.c. Il nome della città, che ha visto la dominazione normanna, angioina, aragonese, prende origine, secondo ipotesi più accreditate, dai grandi latifondisti romani «gens Maria». Il centro storico di Marigliano conserva ancora immutato il suo aspetto originario, generato da un castrum militare romano, con la sua rete di cardini e decumani, ortogonali tra loro. L’antico cardo maximus dell’accampamento militare è rappresentato dalla Via Giannone. In via Torre, uno degli antichi decumani, oltre all’antica costruzione che dà il nome alla strada, si trovano alcuni tra gli edifici civili più significativi quali, palazzo “Griffo’’, con visibili tracce della sua origine rinascimentale e l’elegante palazzo De Ruggiero. Molto interessante è il Castello Ducale del XII secolo, modificato e restaurato diverse volte, che attualmente ospita l’Ordine delle Suore Vincenziane.



Tre sono i Santi Patroni: San Sebastiano, San Vito e San Rocco, commemorati dai mariglianesi e non solo, agli inizi di settembre con grande devozione e festeggiamenti vari. Ancora oggi molti abitanti si occupano di agricoltura. Le patate tra la migliore produzione sono molto apprezzate anche in altre regioni. Sviluppati il commercio e le piccole industrie. Diverse le cose negative. Basti pensare all’interramento dei siti archeologici da parte della Sovrintendenza ovvero di parte della via Popilia, rintracciata durante la realizzazione delle fogne nell’area Pip e di una Villa romana con annessa necropoli, a pochi metri di distanza dalla necropoli Sannita di via Sentino ancora tutta da indagare per avere ulteriori notizie che si andranno ad aggiungere a quelle storiche. Poche le associazioni culturali impegnate nella salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio locale. Di Marigliano si sente parlare, tuttavia, per le discariche abusive di materiali tossici. La percentuale di pazienti affetti da tumore è in numero crescente. Infatti, Marigliano è inserita nel triangolo della morte con Acerra e Nola. La pericolosità della diossina è stata confermata dalle indagini medico-scientifiche e le conseguenze si intravedono e si toccano con mano. Occorrono cultura, prevenzione, volontà e impegno civico per la tutela dell’esistenza umana e della propria Storia!

*biologo naturalista

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