I TESORI VESUVIANI: L’antica grotta di Palma Campania


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La geografia dell’entroterra vesuviano si è prestata molto bene, nel corso della Storia, alla nascita e allo sviluppo di Borghi e Castelli. Proviamo ad analizzare in modo semplice le potenzialità di questo territorio dove, fino a cento anni fa a partire dagli ultimi venti secoli, non è cambiato quasi nulla nel paesaggio e nei mestieri. La presenza di acqua abbondante e di terra fertile, grazie alle eruzioni del Somma Vesuvio, è significativa per capire la grande ricchezza di borghi e fortificazioni, di villaggi preistorici o protostorici, di ville e masserie sannitiche e di epoca classica. Iniziando da Palma Campania, l’insediamento più antico risalente al Bronzo Antico e Medio, è stato scoperto nel 1972 durante la realizzazione dell’autostrada Caserta-Salerno. Lì, sotto lo strato eruttivo del XVIII sec a. c., noto come Eruzione delle Pomici di Avellino, furono ritrovati circa 130 vasi, uno accanto all’altro, circa 80 tazze, sostegni a clessidra, brocche, boccali, scodelle e grandi contenitori. Risulta molto interessante, lungo lo stesso tratto, la necropoli sannita del IV sec. a. c. per le diverse tombe tra le quali una affrescata, ricca di arredi, armi in metallo come cinturoni in bronzo, cuspidi di lancia, pugnali in ferro, vasi a figure rosse, coppe a vernice nera. L’ambiente abitativo è stato individuato in via Novesche nei pressi della cava.



Alcuni di questi reperti sono esposti al Museo Archeologico di Nola e di Castellammare di Stabia, mentre altri nei depositi della Sovrintendenza Archeologica. Sono da visitare assolutamente: il borgo antico di Castello di Palma e la vicina pineta in località Tribucchi dove si può osservare un panorama mozzafiato anche se, in alcuni periodi dell’anno, si assiste all’invasione dei raccoglitori di funghi (porcini, ovuli), di asparagi e fragoline selvatiche. Poco conosciute ma non meno importanti sono le Grotte situate sul Monte Sant’Angelo a pochi metri dalla via Vecchia Sarno, con la tipica roccia, ricca di minerali ferrosi e per questo dal colore rossastro. L’Acquedotto augusteo, gestito in modo esemplare dai soci del Gruppo Archeologico Terra di Palma, merita di sicuro una visita. Una colonna romana si può toccare con mano in piazza De Martino e un capitello si può ammirare nel vicoletto Russo, all’ingresso di una proprietà privata. Dunque, Palma Campania è un paese dotato di grandi potenzialità, urge di un imponente vincolo archeologico a partire da via Novesche fino a Sarno visto che lì passa anche la via Popilia, tra le vie principali romane. Infine capiterà lungo il tragitto di allungare uno sguardo alle discariche che meritano anch’esse di essere visitate per capire cosa si lascia alle future generazioni e non solo.

 *biologo naturalista       

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