I TESORI VESUVIANI: Il Casamale e gli Scavi di Somma


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Il Casamale, il centro storico di Somma Vesuviana, colpisce il viaggiatore in cammino tra vicoli e cortili dove si respira aria di lunghe tradizioni e da cui si può ammirare uno splendido panorama della pianura circostante. La visuale è suggestiva dalle Mura Aragonesi che racchiudevano l’antico Borgo. Somma è tra le città più popolate del vesuviano con i circa trentacinquemila abitanti attuali. Nei primi anni del Novecento se ne contavano appena diecimila. Allora unico settore economico ampiamente sviluppato era quello agricolo. Somma è una cittadina che, dal punto di vista turistico e a livello di ristorazione, ha tanto da offrire.  Punti di forza erano le piccole industrie di prodotti agricoli semilavorati. È da visitare assolutamente, oltre al centro storico, e precisamente in località Starza della Regina, la Villa Dionisiaca di fine I sec. d.c.- inizio II sec. d.c. con i suoi mosaici ed affreschi. Era stata sepolta definitivamente dall’eruzione di Pollena del 473 d.c. In essa si produceva un ottimo vino. Da sottolineare che la zona residenziale non è stata ancora individuata. Poi grande interesse suscita la Chiesa di Santa Maria del Pozzo, voluta dalla Regina Giovanna nel 1510, costruita sulla chiesa di Roberto D’Angiò. Meriterebbe di essere visitato anche il Castello Aragonese, edificato su commissione di Lucrezia D’Alagno, amante del Re Alfonso D’Aragona.



Tra i prodotti agricoli si ricordano i pomodorini del piennolo e le famose crisommole ovvero le albicocche. Pregiatissima è l’uva catalanesca da cui si ricava un ottimo vino. L’apicoltura incide non poco nella produzione del cosiddetto nettare degli dei. In molti ristoranti locali le pietanze sono a base di stoccafisso e baccalà dalla carne bianca e dal gusto molto delicato. Non mancano esperti sommesi che, nel presentare tali prelibatezze, informano e acculturano sulla differente conservazione del merluzzo che dà origine al primo quando è essiccato mentre al baccalà se viene conservato sotto sale. Famosa è la festa delle lucerne, presso il Borgo Casamale, nel periodo estivo (3-4-5 agosto di ogni quattro anni), vera magia di luce e storia tra sacro e profano. Centinaia e centinaia di lumini ad olio vengono disposte, in quella occasione, su delle strutture di legno che hanno una forma geometrica tipica per ogni vico: cerchi, quadrati, rombi, triangoli. Il turista viene così attratto da un percorso suggestivo, illuminato da centinaia di piccole fiammelle, fatto di magia e incantesimo. Ogni anno fino al 3 maggio, dopo le festività pasquali a partire dal primo sabato successivo al lunedì in Albis, si celebra la Festa della montagna o della devozione, un’antica tradizione contadina accompagnata da magici fuochi pirotecnici e che si conclude con la visita delle paranze alla chiesa della Madonna a Castello. Negli ultimi anni grandi centri commerciali stanno occupando, purtroppo, la terra fertile e qualche discarica, visibile da lontano come un gigante giovinetto, potrebbe essere bonificata!

*biologo naturalista 

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