Carte clonate, lasciano il carcere le presunte “menti” della truffa con gli imprenditori sangiuseppesi


1808

Si è svolta, dinanzi al Tribunale del Riesame di Salerno, la prima fase del procedimento nei confronti degli indagati Giuseppe Manzi, residente in Domicella (AV), e Ascoli Emilio, residente in Agropoli (SA). L’assise, riunitasi per decidere sulla libertà dei due soggetti, ha stabilito – contrariamente a quanto si paventava – di sostituire la misura della custodia cautelare in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari, ritenuto scemato il pericolo di reiterazione dei reati, che aveva fatto propendere il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania per l’emissione dell’extrema ratio, della detenzione intramuraria (applicata ai suddetti indagati in data 11 aprile 2019). I due, secondo quanto appreso dalle prime indagini, si sarebbero avvalsi per la presunta truffa, della collaborazione di tre imprenditori di San Giuseppe Vesuviano che risultano indagati.



Il procedimento, avente ad oggetto numerose ipotesi di reato tra le quali quelle di: associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed altre, aveva come nucleo fondante una truffa presuntamente perpetrata ai danni di diversi soggetti tramite la clonazione di carte di credito. La notizia era assurta agli onori della cronaca giudiziaria per il giro milionario ricreato dall’attività investigativa svolta dall’Ufficio della Procura della Repubblica lucano. Raggiunto telefonicamente Calogero Montalto, avvocato dei due indagati, ha preferito non commentare, lasciando intendere di essere a lavoro per i successivi round che si terranno nelle competenti sedi giudiziarie.

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE