La deputata M5S Virginia Villani ha chiesto al ministro per le Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli di intervenire per garantire la corretta gestione e la manutenzione del tratto autostradale A3 Napoli-Pompei-Salerno: arriva la risposta di Toninelli. La Società Autostrade Meridionali dovrà predisporre un piano economico finanziario transitorio, valido sino alla data presunta di riaffidamento della concessione, all’interno del quale saranno previsti in tempi certi gli interventi che non possono essere differiti. Sarà quindi garantita la manutenzione urgente e attivato il necessario controllo.

«Sono molto soddisfatta del piano di monitoraggio attivato dal Ministero su mia specifica richiesta. Avevo presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli sulla gestione e la manutenzione del tratto autostradale A3 Napoli-Pompei-Salerno risultava in concessione fino al 31 dicembre 2012 alla Società Autostrade Meridionali, facente parte del gruppo di Autostrade per l’Italia. Una gestione che mi ha creato non poche perplessità se si considerano le tante lacune burocratiche della società Sam. Infatti, in seguito alla scadenza della concessione il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indetto la procedura di gara con bando del 10 agosto 2012 avente ad oggetto l’affidamento in concessione delle attività di gestione e manutenzione dell’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno – spiega Villani – Il bando prevedeva a carico del concessionario un importo complessivo di investimenti pari a 799,2 milioni di euro, di cui 410 come valore di indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, 101 milioni per la prosecuzione degli investimenti in corso alla data di scadenza della vecchia concessione e 288 milioni per nuovi interventi di manutenzione straordinaria. Al Ministero sono giunte solo due offerte relative al bando in questione, nello specifico un’offerta è giunta da SAM, già gestore del tratto in precedenza, e un’offerta è pervenuta da parte del Consorzio italo-spagnolo Stabile Sis, controllato per il 51 per cento dal gruppo Fininc di Torino. Successivamente il Ministero ha nominato una Commissione di gara al fine di valutare le offerte pervenute: la Commissione ha deciso di escludere entrambe le società partecipanti. Sia SAM che il Consorzio Stabile Sis, hanno fatto ricorso presso il Tar Campania contro tale decisione, il quale attraverso le sentenze ha rigettato i ricorsi».