Tra me e Trifone c’era un rapporto cordiale. Sono stato condannato all’ergastolo, ma di mio in questo processo non c’è nulla, come confermato anche dai Ris di Parma. Non ho mai litigato nè verbalmente nè fisicamente con Trifone e in questo senso sono le testimonianze dei commilitoni». Lo ha detto Giosuè Ruotolo, l’ex militare di Somma Vesuviana, di 29 anni, condannato all’ergastolo in primo grado per l’uccisione della coppia di fidanzati, Trifone Ragone e Teresa Costanza. Ruotolo è intervenuto oggi in aula, per dichiarazioni spontanee, nel processo che si sta celebrando davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Trieste. «I dati scientifici mi scagionano – ha ribadito – chiedo che venga accertata la verità e fatta giustizia a Teresa e Trifone». Ragone e Costanza erano stati uccisi a colpi di pistola la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone. Al termine dell’udienza la Corte d’assise d’Appello, presieduta da Igor Maria Rifiorati, si è ritirata in camera di consiglio per la decisione. Durante la mattinata ha preso la parola, per le repliche, uno degli avvocati della difesa, Giuseppe Esposito, che al termine di un intervento durato circa tre ore ha chiesto l’assoluzione per Ruotolo per non aver commesso il fatto e ha depositato alla Corte una memoria di riepilogo. Nelle precedenti udienze l’accusa aveva invece chiesto la conferma della sentenza di primo grado per l’ex militare.