Rifiuti nei Regi Lagni, bloccato imprenditore di San Gennaro Vesuviano


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Gli scarti di un’azienda tessile del comune a metà strada tra l’agro nolano e quello vesuviano sversati nei regi lagni e nelle campagne periferiche di San Vitaliano in grossi bustoni bianchi o addirittura senza custodia alcuna, liberi di disperdersi tra la vegetazione dell’area. A scoprire l’ennesimo caso di abbandono indiscriminato di scarti di produzione sono stati gli agenti della polizia municipale di San Vitaliano, coadiuvati nella loro operazione di contrasto agli illeciti ambientali dagli uomini della polizia provinciale di Napoli e dal personale ispettivo dell’Asl Napoli 3 Sud. Grazie alla collaborazione interforze sono stati individuati dei bustoni di rifiuti abbandonati sul fondo dei regi lagni e in piena campagna del comune nolano che, recuperati, hanno consentito di ripercorrere a ritroso il loro cammino, partendo dal luogo del loro abbandono e arrivando a quello in cui sono stati prodotti, un opificio del non lontano comune di San Gennaro Vesuviano.



All’interno della struttura, come è stato successivamente constatato dall’ispezione condotta a seguito delle risultanze della certosina attività investigativa, sono stati trovati quaranta lavoratori bengalesi, costretti a prestare la loro attività in pessime condizioni igienico-sanitarie e senza adeguata sicurezza sul luogo di lavoro. Insomma, come spesso accade in situazioni del genere, nell’azienda tessile non solo si verificavano irregolarità nello smaltimento dei rifiuti, ma anche assenza di rispetto delle norme di salubrità e sicurezza: tutto ciò è valso ai titolari dell’opificio sanzioni pecuniarie e una denuncia penale per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Del resto, quanto rinvenuto all’interno dei grossi sacchi ritrovati a San Vitaliano ha indicato chiaramente la provenienza degli stessi attraverso etichette, indirizzi, ricevute di spostamenti di denaro tra Italia e Bangladesh. E le condizioni della struttura all’interno della quale operavano i lavoratori lasciavano alquanto a desiderare. Non solo: all’esterno dell’opificio altri grossi sacchi di rifiuti accatastati.

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