Erano passati come rapinatori professionisti, ma sono stati assolti per “non aver commesso il fatto”. L’Appello ripulisce, è il caso di dire, la posizione di Vincenzo Visiello, oggi 32enne di Torre Annunziata, Antonio Speranza, 33 anni di San Giuseppe Vesuviano. I due avevano subito una pesante condanna in primo grado inflitta dal Tribunale di Chieti ad 8 anni di reclusione e duemila euro di multa oltre al risarcimento del danno alla costituita Banca parte civile come provvisionale di 50mila euro per rapina aggravata, porto d’armi e sequestro di persona. La Corte d’Appello dell’Aquila nella giornata di ieri dopo diverse ore di camera di consiglio, ha ribaltato il verdetto del Tribunale di Chieti presieduto dal Dott. Spiniello, assolvendo i due giovani imputati.

Accolto, dunque, l’appello proposto dal difensore, l’avvocato Roberto Cuomo, dove si censurava la decisione di primo grado soprattutto in ordine alle modalità del riconoscimento dei rapinatori (effettuato da passanti in strada in maniera fugace e non dagli operatori della banca ndr), nonchè in relazione alla mancata considerazione delle prove (anche documentali) difensive veicolate durante l’istruttoria dibattimentale che dimostravano, sin dall’inizio l’incompatibilità della presenza dei due giovani il giorno della rapina il 19.01.2012 in quel di Chieti, quando Visiello era a Vicenza e Speranza dedito ad attività lavorativa a Poggiomarino, in quanto gestore di un noto bar. Gli imputati, dopo circa 3 anni, si vedono riconosciuta quell’innocenza dichiarata sin dai primi momenti dell’indagine.