C’è un nuovo allarme inquinamento per il golfo di Napoli. Il Fiume Sarno sta per riversare nel mare un’onda di cosiddetti macroinquinanti. Sversamenti di rifiuti incontrollati – avvenuti in questi giorni di piena nei Comuni interni – preannuncia l’arrivo alla foce, che si trova tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata uno tsunami di rifiuti in plastica e di sacchetti contenenti ogni genere di immondizia non smaltita correttamente. A novembre scorso i cittadini e alcune associazioni civiche del territorio si mobilitarono denunciando il disastro ambientale di un “tappo” creato dalla “isola di plastica” galleggiante che aveva ostruito il flusso del fiume, rischiando di provocare un allagamento della valle circostante di cui non si era mai conosciuta la portata. Fu allora attivata la griglia installata prima della foce, che ha la sua funzione di filtrare solo in estate” i residui di lavorazione delle industrie conserviere illecitamente immesse nei canali affluenti il fiume Sarno, per evitare che “sughi di pomodori marci” possano deturpare le coste di Capri solcati dagli yacht dei vip internazionali.

Per il resto, gli abitanti possono altresì marcire anch’essi nella melma del fiume più inquinato d’Italia, tanto è vero che dopo l’emergenza delle prime piogge d’inverno, la griglia è stata sollevata e nessuno si è più occupato dell’inquinamento che si sta riversando in mare da mesi. La ragione addotta è che gli stessi inquinanti non possono essere smaltiti legalmente, perché costa troppo alle casse della Regione, né si possono individuare i Comuni responsabili del mancato controllo e prevenzione degli sversamenti abusivi, così da tassarli per consentire lo smaltimento. Quindi… per mancanza di fondi, lo sversamento illegale di materiali inquinanti nel mare si “legalizza”… ignorandolo. Dal territorio di San Marzano, intanto, giunge notizia che si è riformata in questi giorni la striscia di plastica (lunga circa 70 metri) che presto arriverà nel mare stabiese e torrese. A denunciare il caso è la “Rete Difesa del Sarno” che ha diffuso su Facebook le immagini del fiume ricoperto di rifiuti. Il gigantesco serpente di plastica sta per arrivare alla foce. Va detto anche, che le tonnellate di macroinquinanti – pari a queste – che furono eliminate dal fiume a novembre scorso, proprio a causa degli alti costi di rimozione, sono ancora abbandonate in un’area a ridosso di via Ripuaria.