Poggiomarino, le sorelle del “re dello zucchero” bloccano la cremazione della salma


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C’è un colpo di scena nella morte di Francesco D’Avino, il noto “il re dello zucchero”, trovato morto in un hotel di Rimini una decina di giorni fa. Le sorelle dell’imprenditore hanno presentato un’istanza alla Procura di Rimini per fermare la cremazione, chiedendo di aspettare i risultati della consulenza tecnica sugli esami tossicologici, disposti dal pubblico ministero. A riportare la notizia è “Il Resto del Carlino” che ha reperito le informazioni presso la locale procura.



La tragedia si era consumata il 21 gennaio scorso. L’imprenditore, 48 anni, amministratore delegato dell’omonima azienda di zucchero ereditata dal padre, era arrivato a Rimini per partecipare al Sigep. Il suo marchio è uno dei più importanti brand nazionali dell’industria dello zucchero, e non poteva mancare al grande salone del dolce, di cui sarebbe stato uno degli ospiti più illustri. La moglie lo aveva raggiunto in un secondo momento, però quella mattina non era riuscita a mettersi in contatto con lui, aveva subito lanciato l’allarme. Ma era comunque troppo tardi. Poi i funerali a Poggiomarino ed il successo stop alla cremazione, comunque prevista, per le richieste delle sorelle.

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