Incorrerà sicuramente in sanzioni di tipo civile il sacerdote di Torre Annunziata che ha esumato, senza autorizzazione da parte dell’Asl di competenza, la salma della madre. Ma anche la Chiesa assumerà certamente dei provvedimenti a carico del religioso, perché l’uomo ha arbitrariamente anche esposto la salma della madre all’interno della cappella di famiglia nel cimitero, come se si trattasse di una sacra reliquia. Il corpo ormai “mummificato” della donna è stato deposto in una teca ed è visibile in parte nello stato in cui versa. Del caso si stanno occupando gli agenti del commissariato di Torre Annunziata che hanno scoperto l’accaduto. L’autore della strana “esposizione” è il parroco della chiesa di Sant’Alfonso de’ Liguori, don Franco Gallo, che avrebbe trasferito i resti della madre di sua iniziativa, per ragioni ancora tutte da accertare.

L’esumazione della salma non era consentita e per questo ora la tonaca di Torre Annunziata è indagata dalla Procura oplontina per il reato di vilipendio di cadavere e altri illeciti di carattere amministrativo. Pare che il sacerdote non sia affatto consapevole dell’errore commesso. I fatti sarebbero emersi per caso, quando proprio il prete ha raccontato agli agenti del commissariato i dettagli della vicenda. I poliziotti di Torre Annunziata si erano rivolti a lui per chiedergli consigli sulla sistemazione di un detenuto. In quella occasione, il sacerdote ha mostrato con totale ingenuità come aveva sistemato la madre nella teca all’interno della cappella gentilizia, suscitando lo scandalo da parte degli agenti. I resti della donna, in attesa del prosieguo delle indagini, sono stati di nuovo tumulati nel cimitero oplontino. E don Franco rischia invece di essere addirittura sospeso dal suo servizio di sacerdozio.