Condanna a rifare il sistema fognario per i due grandi Comuni dell’hinterland napoletano di Nola e Ottaviano “rei” di provocare – a causa del cattivo stato o totale mancanza di adeguate opere idrauliche per il contenimento delle acque piovane – allagamenti al territorio comunale più a valle, quello di San Gennaro Vesuviano. Lo ha deciso la Cassazione confermando il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Napoli nel 2015 che aveva condannato le due amministrazioni colpevoli «all’obbligo del rifacimento» delle fogne, proprio nella regione dei Regi Lagni borbonici che all’inizio del 1600 sono stati un’eccellenza nella bonifica antialluvionale. La vicenda giudiziaria era iniziata nel 1996 – due anni prima dell’alluvione di Sarno con i suoi 137 morti – quando il Comune di San Gennaro Vesuviano citò in giudizio davanti al Tribunale di Nola i due comuni geograficamente collocati a monte dai quali defluiva l’acqua in maniera incontrollata per la mancanza «sulle arterie dei Comuni di Nola e Ottaviano di una adeguata rete fognaria e di funzionali bacini di raccolta delle acque meteoriche». Anche l’Anas venne chiamata in causa. Con la sentenza di primo grado del 2008, il Comune di Nola venne condannato a pagare 199.922 euro, quello di Ottaviano 418.020 e l’Anas 36.349 euro come risarcimento danni al territorio di San Gennaro Vesuviano ed alla sua edilizia. Il Tribunale di Nola, inoltre, condannò le due amministrazioni imputate a rifare il sistema fognario e all’individuazione di idonei recapiti finali delle acque. Successivamente, nel 2015, la Corte di Appello di Napoli limò il verdetto «ritenendo generica la domanda risarcitoria e inammissibile la Ctu per la quantificazione del danno», anche nei confronti dell’Anas. I magistrati di secondo grado confermavano però il cuore del provvedimento del Tribunale: quello che obbligava a realizzare opere per il corretto deflusso delle acque ed evitava ulteriori disagi agli abitanti di San Gennaro Vesuviano, mentre i danni – sintetizza la Cassazione – non sono stati riconosciuti perchè «non accompagnati dalla concreta descrizione». Con la sentenza 2357, depositata oggi con il dispositivo e discussa a dicembre, gli ermellini hanno messo fine a questa causa che si protrae da 22 anni e hanno respinto i ricorsi di tutti i Comuni in lite. San Gennaro Vesuviano era tornato alla carica per riavere i risarcimenti ottenuti in primo grado, Ottaviano e Nola contestavano la condanna consistente nel rimettere mano al sistema fognario. Nulla da fare, rimane tutto come stabilito dalla Corte di Napoli.