Il boss boschese finto pazzo con la pensione, ma il reato è prescritto


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Non c’è l’aggravante mafiosa, quindi il reato è prescritto. Niente truffa ai danni dell’Inps per Giuseppe Gallo, alias Peppe ’o pazzo, il 42enne ritenuto capoclan dei Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase e da anni detenuto al 41 bis perché pericoloso. A dare la notizia è il quotidiano Roma in edicola questa mattina. Ieri mattina, per lui, è arrivata l’assoluzione perché è scattata la prescrizione.



Gallo, difeso dall’avvocato Ferdinando Striano, era a processo dinanzi al tribunale di Torre Annunziata perché accusato di aver truffato l’Inps simulando una schizofrenia che gli era valsa l’invalidità, la pensione e il soprannome, grazie anche alla complicità di alcuni medici, secondo l’Antimafia. Un mese fa, per lo stesso motivo, era arrivata l’assoluzione anche per il medico Adolfo Ferraro, psichiatra che aveva in cura Gallo da anni e gli aveva certificato la patologia.

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