Camorra vesuviana, tutti condannati gli estorsori del clan Gionta: ECCO I NOMI


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Condannati gli estorsori del clan Gionta, ma per due di loro cade l’aggravante mafiosa. Quasi 90 anni di carcere sono stati distribuiti dal gip del tribunale di Napoli a 10 affiliati al clan camorristico di Torre Annunziata, finiti a processo con rito abbreviato con le accuse a vario titolo di estorsione, detenzione e porto illecito di armi, reati aggravati dalle finalità mafiose. A riportare la notizia è il quotidiano Roma oggi in edicola. Erano loro ad aver riorganizzato il clan Gionta e il giro di estorsioni, accusa che ha retto anche all’impatto del processo in primo grado. La pena più pesante è stata inflitta al nuovo reggente Luigi Della Grotta, alias Gigino ’o panzarotto, 50 anni: per lui è arrivata la condanna a 18 anni di carcere. Sono 16 gli anni di reclusione inflitti, invece, a Oreste Palmieri, detto Sasà ’o luongo, 38 anni; Raffaele Passeggia, alias Padre Pio, 58. Per Pietro Izzo, 42 anni, alias ’a fetamma, ancora Luigi Caglione, alias Gino “Canale 5”, 53 anni, imparentato con Ernesto Gionta, fratello del capoclan Valentino; Valerio Varone, 39, l’unico di Pompei, ritenuto uno dei custodi delle armi; e Salvatore Ferraro, alias ’o capitano, 53 anni, ex residente di Palazzo Fienga, coinvolto in diverse inchieste della Dda sul clan Gionta e praticamente sempre uscito “indenne” dai processi, la pena comminata è identica: 10 anni in cella. “Solo” 4 anni per Antonio Palumbo, 34 anni, alias pizzicanterra, mentre per Raffaele Abbellito, alias ciaciello, 46 anni, 5 anni di carcere con esclusione dell’affiliazione al clan Gionta; stesso discorso per Leonardo Amoruso, 44 anni, pescivendolo incensurato, ma cugino di uno dei due reggenti del clan Gionta, che dovrà scontare 6 anni di reclusione.



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