Camorra, nella casa dell’ex Cutoliano c’erano 2 milioni e mezzo nascosti in una parete


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Grazie a una speciale apparecchiatura, la termocamera, chiesta appositamente dal primo dirigente Luigi Rinella, capo della Squadra Mobile della Questura di Napoli, al Servizio Polizia Scientifica di Roma, diretto dal questore Fausto Lamparelli, i poliziotti hanno individuato nell’abitazione dell’imprenditore Adolfo Greco, figura centrale dell’odierna inchiesta della Dda partenopea, una intercapedine dove erano stati nascosti circa 2,5 milioni di euro in contanti. All’indagato è stata notificata una misura cautelare con la quale gli viene contestato il reato di concorso in estorsione, aggravato dall’avere agevolato una associazione mafiosa (l’ex art.7 diventato 416bis). La termocamera riesce a individuare le cavità nei muri: ed è stato grazie a questo strumento che gli agenti, a casa di Greco, sono riusciti a trovare l’intercapedine dove erano stati nascosti i soldi.



Una volta trovato il vuoto i poliziotti hanno manifestato la volontà di sfondare il muro: a questo punto i presenti rivelato loro il meccanismo per aprire l’accesso all’intercapedine, che si attiva spingendo un battiscopa. L’imprenditore, secondo le indagini, pagava la tangente ai clan, per lavorare in tranquillità, ma li aiutava anche dando indicazioni ai clan e convincendo le vittime a pagare.

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