Trafficanti di armi, coniugi di Terzigno condannati a 6 anni e mezzo di carcere


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Quando i carabinieri li avevano fermati per un controllo, il 28 marzo scorso, all’altezza della barriera autostradale di Ugovizza, si erano spacciati per venditori di pentole. Una coppia di coniugi originari di Terzigno e in viaggio verso l’Austria, a bordo di una Grande Punto, per ragioni commerciali, quindi. Ma era bastato chieder loro di aprire l’auto, e poi procedere anche con una perquisizione, per accorgersi che dentro, al posto del pentolame, c’erano soltanto armi clandestine. Ieri, nel processo celebrato a carico del marito, il 41enne Giuseppe Scognamiglio, di Terzigno, arrestato quel giorno stesso insieme alla moglie, la 30enne Giuseppa Emmanuele, di Racalmuto (Caltanissetta), è stato lui stesso a spiegare la ragione di quel carico: avevano bisogno di denaro per pagare un debito contratto per motivi medici.



Una spiegazione che non ha certamente cambiato la sostanza delle accuse di introduzione nel territorio nazionale e di detenzione illegale di armi clandestine, nonchè di detenzione abusiva di cartucce, contestate alla coppia dalla Procura di Udine e confermate ieri dal tribunale, con la sentenza di condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione e 2.600 euro di multa inflitta all’uomo dal gup Matteo Carlisi. Una pena superiore a quella di 3 anni e 2 mesi di reclusione e 3 mila euro di multa chiesta dal pm Claudia Finocchiaro, al termine della discussione, e, va da sè, anche dal difensore, l’avvocato Giuseppe Muzzupappa, di Treviso, che si era espresso per il minimo della pena, tenuto anche conto del vincolo della continuazione. Poco prima della lettura del dispositivo, Scognamiglio, accompagnato in aula dagli agenti della Polizia penitenziaria della casa circondariale di Udine, aveva ammesso i fatti e se ne era dichiarato pentito. A finire sotto sequestro erano stati dieci revolver Arminius Weihrauch Hw 38 special, una semiautomatica Hecler & Koch Usp Compact calibro 9×19, una semiautomatica Walther Ppx 9×19 e 600 cartucce, oltre a 450 euro in contanti. Secondo gli investigatori, quello in Friuli doveva essere un semplice transito e il valore del carico, comprensivo delle munizioni, era stato calcolato in oltre 4 mila euro.

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