La Corte d’Assise d’Appello di Trieste, presieduta da Igor Maria Rifiorati, ha espresso parere contrario alla riapertura dell’istruttoria chiesta da Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, legali difensori, di Giosuè Ruotolo, l’ex militare di Somma Vesuviana accusato del delitto dell’ex comilitone Trifone Ragone e della sua compagna Teresa Costanza. Secondo la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Udine è stato proprio Ruotolo a sparare ai fidanzati trovati morti la sera del 17 marzo 2015. Il giovane, infatti, è stato condannato all’ergastolo l’8 novembre dello scorso anno, con due anni di isolamento diurno.

I difensori dell’imputato contestano la ricostruzione fatta dall’accusa che collocherebbe Ruotolo sul luogo del delitto, sottolineando che si tratta di un processo indiziario, in cui cioè manca la prova regina. Quindici in tutto le incongruenze individuate per l’impugnazione. Ruotolo, inoltre, si è sempre proclamato non colpevole. All’udienza, in programma ieri a Trieste, hanno assistito l’imputato che da 20 mesi è rinchiuso in carcere e i parenti delle due vittime. L’annuncio è stato fatto nel corso della seconda udienza del processo. Soddisfatte le parti civili. L’eventuale parere positivo alla riapertura dell’istruttoria avrebbe potuto riaprire la vicenda giudiziaria.