Pompei, il sindaco scrive a Pasqualino: e ricorda anche Davide, Fabiano e Gabriele LEGGI LA LETTERA


1817

«È insostenibile il dolore che proviamo tutti, in questo momento. È insostenibile il pensiero che un ragazzo di quattordici anni possa pagare un prezzo così alto alla fatalità. Pasquale era un figlio di Pompei, il suo volto era il volto dei nostri figli. I suoi sogni erano i sogni dei ragazzi nati e cresciuti nella nostra città. I nostri ragazzi». Comincia così la toccante lettera scritta dal sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, per ricordare il 14enne Pasquale Manzo, morto in Algeria dopo avere battuto la testa in seguito ad una capriola. Ieri in migliaia ai funerali del giovane, nipote tra l’altro del vicesindaco Carmine Massaro.



Pasquale Manzo, 14 anni; Davide Natale, 21 anni; Fabiano Mazzetti, 20 anni; Gabriele Caccavale, 16 anni

«Non ci sono parole per giustificare, accettare, comprendere, tragedie così. E allora la speranza rimane solo quella che il sorriso di Pasquale, ogni suo desiderio, continui a vivere nei ragazzi come lui, nei suoi amici, in quanti lo hanno conosciuto e amato – continua –  Abbiamo una sola possibilità per fare in modo che Pasquale, ma anche Davide (scomparso a Napoli qualche giorno fa, per un altro incidente assurdo), possano rimanere tra noi: vivere nel loro ricordo, vivere per loro, dentro ogni risata, ogni gioco, ogni attimo del loro essere ragazzi senza alcuna paura del futuro. Dobbiamo provarci. Dobbiamo pensare che da oggi la nostra vita sarà vissuta anche per loro, per i ragazzi di Pompei che ci hanno lasciato. Per Pasquale, Davide, Fabiano, Gabriele. Noi vivremo anche per voi. E non vi dimenticheremo mai». Pasquale è deceduto come detto a 14 anni per una capriola; Davide Natale è il 21 ucciso a Napoli da un albero caduto; Fabiano Mazzetti perse la vita in fabbrica a 20 anni; mentre Gabriele Caccavale morì a 16 per un malore mentre giocava a calcetto.

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