Il vescovo Francesco Marino scrive ai cittadini di Nola in merito all’utilizzo e derisione del crocifisso in alcune “feste” organizzate nel territorio cittadino: «Chiunque, giovane o adulto, volesse affrontare con me questi temi, comprendere la mia preoccupazione e aiutarmi a capire può immediatamente chiedere un colloquio, perché non vi nego il turbamento che ho provato dinanzi ad alcune immagini. In particolare, porto il mio invito al dialogo agli organizzatori di queste “feste”, in gran parte giovani: avete davvero bisogno di dileggiare la croce per divertirvi? Proprio qui, proprio a Nola, dove voi stessi siete protagonisti a giugno di una festa religiosa famosa in tutto il mondo? Si può, contemporaneamente, pregare la croce e offenderla»?.

Il testo della lettera: Carissimi cittadini e fedeli di Nola, sono venuto a conoscenza di “feste” nel territorio nolano in cui uno dei “divertimenti” è la derisione e l’umiliazione di un crocifisso rovesciato. Tali feste sono precedute da video promozionali che offendono il Papa e luoghi sacri della città di Nola come la Cattedrale. Mentre chiedo alle autorità competenti di verificare se questo tipo di iniziative risponde ai criteri di legge del buon gusto e del laico rispetto delle confessioni religiose, mi rivolgo ai giovani partecipanti con una domanda che ne contiene tante e che, già a rivolgerla, provo sofferenza: avete davvero bisogno di dileggiare la croce per divertirvi? Proprio qui, proprio a Nola, dove voi stessi siete protagonisti a giugno di una festa religiosa famosa in tutto il mondo? Si può, contemporaneamente, pregare la croce e offenderla? Anche agli adulti, ai genitori, propongo una riflessione accorata e amareggiata. La croce, per i cristiani, è simbolo di amore. Il suo rovesciamento significa, di conseguenza, odio. Siete consapevoli dei simboli che entrano nella vita dei vostri figli? Siete consapevoli che questo tipo di iniziative che oltraggiano e deridono il sacro possono fare del male ai vostri figli, al loro sistema di valori, al loro rapporto con Dio, con la fede, con gli altri? Sono interrogativi che pongo a tutti come padre, offrendo la disponibilità mia e dei sacerdoti di Nola al dialogo con ciascuno di voi. Chiunque, giovane o adulto, volesse affrontare con me questi temi, comprendere la mia preoccupazione e aiutarmi a capire può immediatamente chiedere un colloquio, perché non vi nego il turbamento che ho provato dinanzi ad alcune immagini. In particolare, porto il mio invito al dialogo agli organizzatori di queste “feste’, in gran parte giovani. A loro vorrei dire e ricordare, semplicemente, che anche l’eresia, che voi usate come logo commerciale e strategia di marketing, è una cosa seria, non un banale drink bevuto con l’illusione di essere anticonformisti.