Home Cronaca Giudici di pace corrotti: ancora guai a Boscoreale, Poggiomarino e Torre

Giudici di pace corrotti: ancora guai a Boscoreale, Poggiomarino e Torre

Sentenze taroccate grazie a giudici di pace corrotti: il Riesame di Salerno scarcera tutti. Vanno ai domiciliari, perché venute meno le esigenze cautelari per impossibilità di inquinamento probatorio, gli ultimi dieci indagati che erano rimasti in carcere, dopo il blitz di due mesi fa dei finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata che, agli ordini del colonnello Agostino Tortora, avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per 23 persone, di cui 18 in carcere e 5 ai domiciliari. Tra queste, in cella erano finiti anche i giudici di pace Antonio Iannello e Raffaele Ranieri. Il primo, dopo l’interrogatorio al pm di Nocera Inferiore, ha scelto di non rivolgersi al Riesame. Il secondo, invece, ha ottenuto il beneficio dei domiciliari, dopo sessanta giorni in carcere. A casa, dunque, tornano anche Salvatore Verde, consulente tecnico di Boscoreale, che dal suo studio avrebbe gestito l’organizzazione dei sinistri combinati, la corruzione dei giudici onorari e diversi falsi incidenti. Per lui, difeso dall’avvocato Pasquale Striano, nonostante la posizione gravosa sono arrivati i domiciliari. Stesso provvedimento anche per gli avvocati Ivo e Guido Varcaccio Garofalo, Aniello Guarnaccia, Eduardo Cuomo e Rodolfo Ostrifate, quest’ultimo con un passato da consigliere comunale a Castellammare di Stabia.

Il collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Francesco Schettino e Antonio de Martino, un mese fa aveva ottenuto lo spostamento della competenza territoriale dell’inchiesta da Roma e Nocera Inferiore, con il tribunale del Riesame di Salerno che ha giudicato ieri mattina le varie posizioni, ritenendo sufficiente una misura meno afflittiva della detenzione in carcere anche per i consulenti Dario Luzzetti, Luigi Coppola e Vincenzo Elefante e per il medico Ciro Guida (avvocato Giuseppe De Luca). Ai domiciliari restano, infine, Francesco Afeltra, Enrico Tramontano Guerritore, Gennaro Amarante, Antonio Cascone, Rosaria Giorgio e Carmela Coppola, per i quali è stata rigettata la richiesta di scarcerazione. Attende la decisione l’altro giudice Paolo Formicola, mentre erano già ai domiciliari Liberato Esposito (avvocato Salvatore Mosca) e l’avvocato Nicola Basile, in libertà Marco Vollono (avvocato Gennaro Somma), che aveva confessato già in un primo momento l’unico episodio di corruzione che gli era contestato, accusando Iannello di avergli imposto una sorta di estorsione per ottenere l’incarico di consulente.

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