Autotrasportatori, la protesta parte dal Vesuviano: «Così chiudono migliaia di aziende»


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Parte anche dall’area vesuviana la battaglia che cerca regolamentare le aziende di autotrasporto nazionali: «Il settore ha bisogno di regole che siano giuste come un abito su misura per la categoria. In un anno circa 21.000 aziende hanno subito la chiusura o sono fallite per causa di un sistema che fa acqua da tutte le parti», afferma Franco Annunziata vicepresidente nazionale di Trasporto Unito. «Crediamo sia ora che fa impresa venga premiato e non massacrato – afferma ancora il sindacalista e imprenditore di Ottaviano. Quando parliamo di autotrasporto, citiamo aziende che realizzano il 2% del Pil italiano, di uomini laboriosi, intraprendenti, coraggiosi e che soprattutto sono pronti a tenori di vita insopportabili trascurando talvolta le proprie famiglie. Alla nostra categoria mancano tempi certi dei pagamenti, minimi tariffari come obbligatori come esistevano un tempo, contratti obbligatori con la committenza, ma soprattutto strutture attrezzate che rendano più dignitose le lunghe soste che i dipendenti devono affrontare tutti i giorni». Intanto Annunziata interfacciandosi con i superiori di Trasporto Unito pensa sia giunto il tempo di alzare il tiro e di interpellare gli imprenditori al fine di trarre una linea da portare al Governo: «La categoria ha bisogno di acquisire la propria identità, senza dimenticare che è quella che unisce quotidianamente la nostra nazione da nord a sud al fine di consentire e di garantire a tutti forniture alimentari, di medicinali e quant’altro è indispensabile agli italiani».



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