“A mani nude” nasce dalla volontà di non tacere dinnanzi al tema della violenza sulle donne. A volte si tenta di tacere e di voltare le spalle per far finta che il problema non esiste o peggio ancora “conviverci”. Non basta dire qualche parola o slogan ma bisogna essere partecipi di un vero cambiamento. A mani nude racconta la storia di Giulia e del suo avvocato Olga. Il tutto parte dal coraggio di Giulia di denunciare il proprio marito e di tutto il percorso che affronta insieme ad Olga. Le debolezze e paure di Giulia sembrano un lontano ricordo quando entra nella casa protetta, ma a volte non basta superare le proprie paure, bisogna anche tagliare quel “filo” conduttore che lega le vittime ai carnefici. Quel filo che le porta a volte a tornare indietro, le porta a ritornare nel luogo d’origine nel proprio “carcere”. Ogni ritorno è una sconfitta per la donna e poi per lo Stato che non è riuscito ad offrire una valida alternativa alla donna. Molto significativo il commento di Stefania De Martino «un libro breve, di impatto in onore di tante donne che hanno vissuto la violenza nel buio della paura e nel silenzio delle mura domestiche. Per ricordare quante non si sono salvate e quante invece hanno avuto la possibilità un’altra vita».

Non sarà certamente un libro a dare tutte le risposte che tutti vorranno, ma almeno aiuterà a riflettere su questa tematica tutti. «Più passano i giorni e più mi sembra che ci abituiamo a certe notizie – dichiara Federico Ascolese – iniziamo ad essere indifferenti. L’indifferenza è il primo passo verso la negazione. La negazione non può essere la strada per affrontare e risolvere i problemi, bisogna parlarne e fare anche “mea culpa” se è necessario».