La figlia di Ammaturo: «Solo Cutolo può fare riaprire le indagini sulla morte di mio padre»


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«La morte di mio padre è uno dei tanti misteri irrisolti di questa Repubblica. I suoi assassini sono stati assicurati alla giustizia, ma ancora non si sa chi furono i mandanti. Spero che Pasquale Scotti parli e si faccia finalmente luce sulla vicenda». Poi a Contrada, durante l’intitolazione di una scuola al padre si è rivolta anche al superboss di Ottaviano, Raffaele Cutolo, affinché faccia luce su quell’omicidio.



Gilda Ammaturo, 58 anni, è la figlia maggiore di Antonio, il capo della Mobile assassinato dalle Brigate Rosse a Napoli il 15 luglio 1982 insieme con il suo autista poliziotto Pasquale Paola. Gilda e sua sorella minore Graziella, sono entrambe funzionarie alla Prefettura di Avellino, e dice: «Mio padre, abbiamo appreso solo anni dopo, fu il primo a scoprire quello che probabilmente fu un patto tra Camorra, Brigate Rosse e una parte della politica italiana. Ma questo lo avremmo scoperto solo anni dopo. A casa lui non parlava mai del suo lavoro».

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