Colombario romano a Sant’Anastasia: spuntano due lapidi antiche


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A Sant’Anastasia, nella proprietà Marciano in via Murillo di Trocchia, c’è un importante colombario romano a circa quattro metri dal calpestio attuale, interrato dall’eruzione del 79 d.C . Di tale mausoleo, in una pubblicazione del 1974 “Rendiconti dell’Accademia di Archeologia, lettere e belle arti, XLIX 225-31”, già descriveva l’archeologo Alfonso De Franciscis che si è avvalso del grande contributo archeologico del professore Antonio De Simone. Sono state portate alla luce due lapidi: la prima, riportante la scritta L.PLAETORIO . PELL. ET PLAETORIAE .QUARTE (AE in nesso) CONLIBERTAE .SVAE. ET FLOR. FILIO .VIX .AN .XVI, apparteneva alla famiglia di liberti che aveva assunto il gentilizio dei Plaetori così detti perché svolgevano il mestiere di pellio, mercanti di pelli; la seconda iscrizione riporta, invece, la dicitura: SOTERICHO. SVMMARVM. PLAETORI, databile alla seconda metà del primo secolo d.C. Si tratta, evidentemente, di un liberto della gens Plaetoria, la quale rivestiva una carica nell’amministrazione del fisco imperiale.



Il proprietario del terreno, in cui è localizzato il sito archeologico in oggetto, è il dottor Giannangelo Marciano, appassionato di storia locale e di archeologia che, nei prossimi giorni, previo appuntamento, permetterà la visita dell’importante sito archeologico alle scolaresche e agli appassionati in quanto ritiene giusto che tutti possano vedere e sapere dell’esistenza di frammenti di Storia locale. Secondo il professor Ferdinando De Simone che, attualmente, sta studiando la mappatura del luogo, ci sono, persino, tre colombari o piccoli mausolei a pochi metri di distanza l’uno dagli altri e di sicuro una villa da individuare. Il Professore aggiunge che in questo punto preciso passa la strada che conduceva da Ercolano a Nola e quindi è importante fare ulteriori saggi. Insomma, Sant’Anastasia può dare risposte importanti all’Archeologia e alla Storia dell’entroterra vesuviano.

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