Area boschese, San Giuseppe e Terzigno: Vesuvio ripulito da amianto e water ECCO LE FOTO


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Si è conclusa in Campania, la campagna Puliamo il Mondo, il Clean up mondiale promosso da Legambiente onlus che ha visto associazioni, comitati, scuole e centinaia di cittadini impegnarsi in prima persona per rendere migliore e più pulito il proprio territorio. «E abbiamo voluto chiudere le iniziative sul Vesuvio, nell’area del Parco nazionale – spiegano i promotori – In poche ore, i sottofirmatari presenti, insieme al Comitato Cittadino di Boscotrecase e la Rete dei Comitati vesuviani, abbiamo raccolto oltre 500 chili di rifiuti, tra cui vetro, plastica, pneumatici, metalli  ma soprattutto rifiuti speciali che, grazie all’impegno e alla partecipazione dell’Amministrazione comunale di Boscotrecase,  presente materialmente all’iniziativa, sono stati rimossi ed avviati al centro di raccolta. Ma non è tutto. In quell’area del territorio di Boscotrecase, ci sono cadute le braccia dallo sconforto. Tonnellate e tonnellate di rifiuti soprattutto speciali gettati nei sentieri come un’immensa discarica in un luogo emblematico del Parco Nazionale del Vesuvio, dove esiste un intreccio unico tra agricoltura e biodiversità, un geosito a ridosso delle Aziende vinicole del Lacryma Christi impiantate sulle lave e i prodotti vulcanici dell’eruzione del 1906, un’area naturalistica tra le più importanti dell’area protetta. Un’immagine terribile da lasciare senza fiato e con una rabbia interiore oramai non più contenibile».



In questi mesi sono stati tanti gli appuntamenti di Puliamo il Mondo, dal litorale delle spiagge vesuviane all’area Parco, e dal 15 settembre prima col World Clean Up Day di “Let’s do it” e poi con Puliamo il Mondo diretto da Legambiente sono state decine le azioni sviluppate attorno al vulcano più famoso al mondo e dentro il Parco nazionale del Vesuvio. Centinaia di volontari e scolaresche hanno potuto toccare con mano lo scempio ambientale ed il disastro con cui deve fare i conti quotidianamente l’area naturale protetta istituita con il DPR 5 giugno1995. Da via Montagnelle al confine tra Torre del Greco e Trecase, a via Castelluccio tra Ercolano e San Sebastiano, dal sentiero n.3 fino a Santa Maria a Castello a Somma Vesuviana, passando per l’Olivella di Sant’Anastasia, salendo per l’area della Fungaia del Somma verso Ottaviano, percorrendo la Zabatta e l’alveo della Profica a San Giuseppe Vesuviano e Terzigno fino ad arrivare all’ultimo scempio di via Argano/Fruscio a Boscotrecase. Senza dimenticare poi le discariche di Stato in località “Pozzelle” a Terzigno oltre a tutti i sotterramenti abusivi e scempi ambientali perpetrati a danno del patrimonio pubblico documentato dai tantissimi interventi delle autorità di controllo e certificate da migliaia di foto di volontari e dalle innumerevoli inchieste della Magistratura inquirente. Il più piccolo parco nazionale, il più urbanizzato e dunque il più pericoloso, e nello stesso tempo il più aggredito Parco d’Europa. Un immenso devastante “Parco della Monnezza” che si estende per l’intero periplo dei confini delle aree urbane dei 13 comuni e delle aree contigue.

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