In Italia oltre 3,5 milioni di persone vivono all’ombra di un vulcano attivo, ossia nel raggio di pochi chilometri, dal Vesuvio, ai Campi Flegrei e all’Etna: la sfida è mettere a punto nuove strategie per la ‘convivenza’. È quanto emerge dal congresso “Cities on Volcanoes (COV 10) – Millenni di stratificazione tra Vita dell’Uomo e Vulcani: strategie per la coesistenza”, in programma a Napoli fino al 7 settembre. L’evento e’ organizzato da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in collaborazione con Dipartimento della Protezione Civile, Regione Campania, Comune di Napoli, Parco Nazionale del Vesuvio, università Federico II e Associazione Nazionale di Vulcanologia. “La maggior parte di queste persone vive a Napoli e nel suo hinterland” ha detto Roberto Isaia, presidente del Comitato Organizzatore del congresso e ricercatore Ingv. Con una densita’ di popolazione di circa 2.700 abitanti per chilometro quadrato e due vulcani esplosivi attivi, Vesuvio e Campi Flegrei, e l’isola vulcanica di Ischia, l’area napoletana è una delle regioni caratterizzate dal rischio vulcanico più alto al mondo. Tuttavia, “per fortuna, le eruzioni di questi vulcani sono molto rare” ha rilevato Augusto Neri, direttore della Struttura Vulcani dell’Ingv. Circa 500mila persone vivono invece intorno all’Etna e tra Stromboli e Vulcano. Stromboli ed Etna, ha proseguito Neri, “hanno un’attività quasi continua ed è possibile osservare fenomeni e sperimentare apparecchiature per la sorveglianza e teorie sulle loro dinamiche”. Il problema maggiore, ha aggiunto, “sono i vulcani quiescenti come quelli campani: non abbiamo infatti mai osservato le loro eruzioni con sistemi di monitoraggio moderni e il loro eventuale risveglio sarebbe quindi un unicum da questo punto di vista”. La prima sfida, per convivere con questi vulcani, ha detto la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, Francesca Bianco, è “sviluppare migliori metodi, con approcci teorici e sperimentali, per poter definire quanto prima possibile e con incertezza sempre più bassa l’avvio di una modifica nello stato dinamico del vulcano”.