Napoletani, per la precisione di Somma Vesuviana, ma con ambizioni decisamente internazionali. Da “X Factor” in poi gli Urban Strangers si sono fatti conoscere così, non solo per il suono ma soprattutto per aver scritto sempre e solo in inglese. Questa volta, però, da curiosi sperimentatori, hanno voluto mettersi ulteriormente alla prova trasportando il loro mondo “urban” anche nella lingua madre. Così è nato “U.S”, terzo album del duo, in uscita venerdì 7 settembre, contenente dieci brani, tutti rigorosamente in italiano. E Gennaro e Alex lo confessano subito: scrivere nella lingua di Dante è ben più complicato rispetto a quella anglosassone.

«Cambiare scrittura ci ha spinti a studiare, perché la forma è fondamentale in italiano. È molto più difficile comporre un’idea in modo non banale ma senza farla diventare troppo pretenziosa rispetto a quello che sei». Per questo i due giovani campani hanno preso ispirazione dai grandi del cantautorato italiano: Battiato, Dalla, De Andrè e Modugno, senza però tralasciare le consuete influenze internazionali. La decisione di passare all’italiano è stata prima forzata dai consigli di chi circondava gli Urban Strangers ma poi, giorno dopo giorno, è diventato un lavoro naturale «finché ci siamo sentiti pronti». E così, raccontano, sono riusciti a non snaturare il loro stile, continuando ad affrontare nei testi sempre le stesse tematiche derivanti dall’esperienza quotidiana.