Omicidio a Diamante, il boschese mi ha detto: «Ricchione, tagliati i capelli»


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Nella storia della rissa di piazzetta San Pio, uno dei protagonisti è un minore di Napoli, indagato per lesioni personali, verso il quale si procede separatamente, proprio a causa della giovane età. È un campano, parte del gruppo, di corregionali che hanno partecipato e agli eventi come protagonisti o anche come testimoni. Il sedicenne è colui il quale avrebbe ricevuto la spallata. E Raffaele Criscuolo, il giovane boschese poi ferito al gluteo, in tutta risposta avrebbe detto: “tagliati i capelli … ricchione”. Il minore è, insomma, alla luce delle ricostruzioni, la scintilla che ha fatto scoccare la rissa. Si parte alle 3.15 della notte, in piena movida diamantese. Raffaele Criscuolo si alza dal tavolino per andare a comprare le sigarette in piazza. Va da solo. Mentre sta percorrendo la salita che conduce al ponte di via Libertà, la cosiddetta “discesa Corvino”, incrocia un gruppo di quattro giovani che viene nella direzione opposta e che sta tornando verso il bar. Chiaramente si tratta di una ricostruzione tutta da confermare, verificare in ogni suo minino aspetto.



Un giovane, in particolare, è alto, con una felpa grigia a strisce orizzontali di colore viola. È il minorenne. Quando Criscuolo andrà dal suo amico Augieri esclamerà: “M’aggia fa vatt a nu muccus”, mi devo far picchiare da un ragazzino. Oltre al “ragazzino” fanno parte del gruppetto anche due ragazze. C’è anche una coppia. Il fidanzato, viene sottolineato agli atti: “inspiegabilmente non identificato”. Nella discesa Corvino avviene lo scambio di offese tra il minore e Criscuolo, a causa della spallata. Criscuolo afferma di aver detto: “tagliati i capelli che mi sembri una femmina”. In realtà, avrebbe esclamato: “tagliati questi capelli ricchione”. “Termina, così, quello che può considerarsi il primo atto della vicenda, nel quale, riassumendo, a fronteggiarsi verbalmente sono due schieramenti numericamente eterogenei: da un lato c’è Criscuolo, da solo; dall’altro il minore e un’altra persona, che pure partecipa fattivamente, chiedendo a Criscuolo, il motivo per cui aveva urtato la spalla del suo amico”.

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