Mela Annurca, a Ottaviano è tempo di raccolta del “frutto di eccellenza”


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La mela annurca, la mela della Campania dal colore rosso fuoco e dal sapore dolce acidulo: un prodotto unico. Tra i tanti frutti, la mela annurca viene prodotta in Campania dai tempi degli Oscii e in epoca romana era un frutto di eccellenza sempre presente sulle tavole come tramanda Plinio il Vecchio nel trattato Naturalis historia e come raffigurato in alcuni affreschi pompeiani ed ercolanensi. Eppure le mele annurche del vesuviano si differenziano da quelle delle altre province perché più acidule ed al taglio si ossidano precocemente. Questo comparto di produzione frutticola offre impiego a migliaia di addetti al lavoro che, da metà settembre, si riversano nei campi per la raccolta. Essi procedono, nella seconda fase, alla sistemazione ordinata e parallela su graticci di paglia per l’arrossamento/maturazione e la conservazione di tali frutti da cui, consumati crudi o cotti, si ricavano dolci, marmellate, liquori, mentre in cosmetica profumi, shampoo e bagnoschiuma inconfondibili.



L’annurca è ricca di polifenoli, in modo particolare di procianidine, in quantità superiore rispetto a qualsiasi altro tipo di mela. In Campania se ne producono circa 60.000 tonnellate medie annue. Ad Ottaviano ci sono diversi imprenditori agricoli che, da generazioni, si occupano della raccolta e della lavorazione di questa specie. Vittorio Gattor, produttore ottavianese, ogni anno lavora oltre mille quintali di mele annurche che esporta in tutta la nazione ed ha come deposito parte della Masseria Santa Teresa, un edificio storico di Ottaviano che si può anche visitare. Infine, la grande richiesta di mele annurche sta avvicinando molti giovani alla produzione di questo nobile frutto e questo è sicuramente un segnale molto positivo.

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