Ecco i signori della droga vesuviana, a capo c’era una donna GUARDA LE FOTO


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Era una donna la figura leader del gruppo di broker che si erano ‘federati’ per controllare una piazza di spaccio nel rione Provolera a Torre Annunziata e diverse piccole altre nella cittadina ai piedi del Vesuvio. Un ruolo che, spiegano gli investigatori, era determinato da anzianità anagrafica ed esperienza. Il gruppo però non era organizzato in maniera verticistica, ma agiva mettendosi d’accordo nel gestire il rifornimento della fitta rete di pusher impiegati per spacciare all’interno di appartamenti o in punti fissi della città e per accontentare i clienti che ordinavano dosi di crack, marijuana o cocaina a domicilio. L’indagine della compagnia dei carabinieri di Torre Annunziata, diretta dal maggiore Simone Rinaldi, abbraccia un periodo cha va da maggio 2017 a giugno di questo anno ed è nata dal monitoraggio costante degli investigatori su un’area che storicamente è crocevia di traffici illeciti spesso controllati direttamente dalle cosche oplontine; il gruppo individuato però non ha legami diretti con i clan, anche se è verosimile ritenere che la sua attività non potesse svolgersi senza il loro permesso, legato magari a una tangente sui profitti o all’imposizione di fornitori amici.



Proprio sul fronte dell’approvvigionamento di droga l’inchiesta non è ancora chiusa. Le consegne a domicilio potevano avvenire, oltre che in città, anche a Pompei o Torre del Greco, e la “merce” veniva chiesta tramite WhatsApp o sms in linguaggio in codice. Intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazioni sono stati gli strumenti di investigazione, uniti alle dichiarazioni dei ‘clienti’ bloccati dopo l’acquisto e a cui veniva sequestrata la dose appena comprata. Nel corso dell’indagine, arrestato anche un “corriere” in flagranza con una spedizione di crack e cocaina. Dei 21 destinatari di provvedimento restrittivo, 9 erano donne e 2 già detenuti. Le armi sequestrate al gruppo, tra cui una pistola con matricola abrasa, probabilmente servivano per cautelarsi durante i trasporti di droga. Oltre alla pistola calibro 9×21 e matricola abrasa, nella disponibilità del gruppo c’erano anche una mitraglietta, un fucile calibro 12, e una pistola calibro 9 a tamburo, armi trovate in un vano nella muratura esterna alla chiesa del Carmine di Torre Annunziata. Complessivamente sono 22 gli indagati, per 9 dei quali il gip ha disposto il carcere, altri 9 beneficiano dei domiciliari e 4 si sono visti notificare una misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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