Il secondo posto del Napoli dello scorso campionato, quando mancavano solo tre punti per diventare i campioni d’Italia davanti alla regina incontrastata Juventus fa ancora un po’ male, ma quest’anno ci si riprova nonostante un calcio mercato a fari spenti e il numero di squadre in forma nettamente maggiore rispetto alla scorsa stagione.

Voglia di fare un buon calcio

Il nuovo tecnico Carlo Ancelotti a fine ritiro estivo, dopo venti giorni di duri allenamenti aveva trovato un gruppo qualitativamente alto, molto unito e di carattere. Le due vittorie, prima all’Olimpico contro la Lazio grazie ai goal di Milik e Insigne, e poi contro il Milan con i tre tiri in porta realizzati da Zielinski e Mertens, hanno dimostrato che questa squadra non intende mollare. In difesa c’è ancora qualcosa da sistemare e la condizione atletica è da migliorare, ma l’esordio in campo e le conferme sono positive, facendo ben sperare i suoi tanti tifosi che seguono il gruppo da quest’estate. La forza di questa squadra secondo l’allenatore è la presenza di giocatori tutti sullo stesso livello, senza prime donne ed eccessi di individualismi e protagonismo. Questo non significa che non manchino al suo interno personalità e mentalità vincenti a partire dallo stesso Ancelotti, considerato dalla Uefa il tecnico più vincente d’Europa, capace di conquistare più trofei di qualunque altro collega attuale e del passato: sette trionfi sulle panchine di Juventus, Milan e Real Madrid dal 1999 al 2014, incluse le competizioni continentali Uefa per club. Tra i vincenti dell’anno scorso ci sono anche gli attaccanti del Napoli Mertens, già protagonista con il suo Belgio al Mondiale di Russia 2018, Insigne, Callejon e Hamsik che da soli hanno segnato insieme 48 reti. Un risultato di fine stagione 2018 davvero meritato, un riconoscimento delle proprie capacità, per aver svolto con impegno un lavoro fatto di dedizione e sacrificio, senza lasciarsi influenzare dai risultati più o meno buoni raggiunti, perché l’animo di un vincente è un mix di tanti fattori, a volte casuali e a volte innati. Personalità vincenti, un tema affascinante, che è diventato il quesito centrale intorno al quale ruota l’infografica realizzata da Betway, che ha cercato di trovare gli elementi in comune di 236 personalità nel campo sportivo e culturale. Nella sezione sport della ricerca, sembra che la combinazione ideale per aspirare a diventare un astro vincente in ambito sportivo sia l’essere nati di sabato, sotto il segno dell’ariete tra il 1987 e il 1995. Il quartetto dei campioni del Napoli si inserisce perfettamente in questo arco temporale e i risultati in campo durante la scorsa stagione in Serie A lo possono dimostrare abbondantemente, a volte anche grazie ad un pizzico di fortuna.

Come sarà il Napoli dell’era Ancelottiana?

Negli ultimi cinque anni il Napoli ha seguito una certa linearità di strategia in campo, prima con Benitez e poi con Sarri, e anche per Ancelotti la filosofia non cambierà, il modulo non sarà al centro di tutto. Si riparte con il vecchio schema 4-3-3, tanto buon senso, nessuna rivoluzione tattica e molta fiducia riposta nel gruppo storico. Cosa cambia? La vera novità sarà Hamsik che da mezz’ala si è trasformato in regista come Diawara, un altro giocatore forte che ha già dimostrato ottime qualità secondo il tecnico, perché l’emiliano non dimentica nessuno della rosa napoletana, da Rog a Luperto, da Tonelli a Mertens. Il 4-3-3 ancelottiano, però presenta caratteristiche differenti: in mezzo al campo ci saranno sempre i muscolosi Allan e Diawara, insieme ad un Fabián ancora tutto da scoprire; lo spagnolo si muoverà su entrambi i lati del campo, alternandosi in un tandem con Zielinski che potrebbe essere la vera arma vincente per il nuovo Napoli. Quello che viene rivoluzionato invece è l’attacco: Miliiik è l’elemento inamovibile, da alternare in base alle necessità con Inglese o Mertens e si punta più sulle vie centrali che sull’esterno, in piena coerenza con la filosofia del 4-3-2-1, modulo studiato a fondo dagli azzurri durante il ritiro estivo in Trentino. Callejon potrebbe essere utilizzato un po’ meno per permettere a Simone Verdi di creare più soluzioni per la squadra. Per Insigne, invece, non cambierà molto, sicuramente avrà meno compiti difensivi e un ruolo più da regista offensivo come annunciato in precedenza, in attesa di nuove azioni dai piedi creativi del centrocampo. Già nella prima sfida contro l’entusiasmo della Lazio, Ancelotti ha contrapposto il suo calcio semplice e lineare, per lui vale la regola dell’incudine e del martello: ha fatto aspettare il Napoli pazientemente e ha poi attaccato senza indugi prendendo letteralmente in pugno la gara, senza pensare minimamente al possesso finale. L’obiettivo del mister è chiaro: togliere dalla testa dei napoletani quell’integralismo dei super titolari, che si è respirato negli ultimi tre anni. Il Napoli oggi ha la fortuna di avere una rosa variegata e pronta anche dal punto di vista numerico. Con Ancelotti tutti potranno avere una chance in campo e le vere alternanze si vedranno con la Champions League e il doppio confronto, ma niente paura, tutti gli azzurri saranno chiamati in causa e tutti faranno parte di un gruppo coeso che vuole arrivare a fine stagione in forze ed energico, per giocarsi la possibilità di traguardi importanti.

Insomma, le idee del mister sono tante e solo il tempo deciderà quali sono quelle da mettere in pratica subito e quali no, l’importante per il nuovo tecnico emiliano è di poter fare del buon calcio, sfruttando al massimo le potenzialità della sua rosa di giocatori giovani e tenaci e nello stesso tempo far divertire i tifosi napoletani che lo hanno accolto calorosamente nella loro città solare e allo stadio.