Pompei choc, appalti degli Scavi affidati all’uomo del latitante Messina Denaro


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La Guardia di Finanza di Palermo e i carabinieri del Ros hanno sequestrato beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 60 milioni di euro (62.922.867,00) a Giovanni Savalle, professionista nel settore tributario e imprenditore considerato dagli inquirenti vicino al latitante Matteo Messina Denaro (nella foto). L’imprenditore, al quale sono stati sequestrati una pluralità di beni nella disponibilità anche dei suoi più stretti familiari, risulterebbe contiguo ad esponenti del mandamento mafioso di Castelvetrano (a Trapani) inseriti nel circuito di favoreggiamento di Messina Denaro. Tra i numerosi beni sottoposti a sequestro spiccano l’albergo di lusso, ex Kempinski, a Mazara del Vallo, nonché alcuni conti correnti bancari attestati in Svizzera. Inoltre in base ad alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, nonché dall’esito di una indagine della Procura di Torre Annunziata del 2014, numerosi appalti affidati per il recupero e il restauro dell’area archeologica di Pompei erano “pilotati” in direzione sempre delle stesse imprese, tra le quali la “Società Mediterranea S.p.A.” aggiudicataria dei servizi di ristorazione, riconducibile all’imprenditore.



La pericolosità sociale del Savalle – si spiega – è riscontrabile sia in numerosi procedimenti penali nel settore tributario (relativi a dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, mancato pagamento di imposte etc.) e nel settore fallimentare (bancarotta fraudolenta), sia in alcuni filoni di indagini condotte dal R.O.S. nell’ambito della ricerca del noto latitante castelvetranese. Emergono significativi elementi dalle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia nonché dall’esito di una indagine della Procura di Torre Annunziata del 2014, avente ad oggetto l’esame dei numerosi appalti affidati per il recupero ed il restauro dell’’rea archeologica di Pompei, pilotati in direzione sempre delle stesse imprese, tra le quali la “Società Mediterranea S.p.A.” aggiudicataria dei servizi di ristorazione, riconducibile a Savalle.

Nel corso delle indagini è emerso, inoltre, come Savalle abbia ricevuto un finanziamento da Banca Etruria grazie ai rapporti privilegiati avuti con un membro del C.d.A., in un periodo in cui le aziende del Gruppo Savalle erano in stato di decozione e, pertanto, prive di alcun merito creditizio. Tra i numerosi beni sottoposti a sequestro spiccano il fabbricato adibito ad albergo di lusso, a Mazara del Vallo, attualmente gestito da una società totalmente estranea al provvedimento giudiziario, la quale quindi prosegue regolarmente la propria attività di impresa, nonché alcuni conti correnti bancari attestati in Svizzera. Il provvedimento ha quindi interessato, nel dettaglio, nr. 22 complessi aziendali, 12 pacchetti di partecipazione al capitale di altrettante società, nr. 28 rapporti bancari (sia in Italia che all’estero), nr. 47 fabbricati e nr. 8 autoveicoli, per un valore complessivo stimato in euro 62.922.867,00. Le società sottoposte a sequestro sono state già affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Trapani – S.M.P., il quale già da oggi gestisce le aziende nell’interesse della collettività, dei clienti, dei fornitori e dei dipendenti.

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