Ottaviano-Piazzolla, si spinge per il vincolo archeologico di località Albertini


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Ad oltre duemila anni dalla morte di Cesare Ottaviano Augusto si chiede al Ministro alla Cultura, Alberto Bonisoli, il vincolo archeologico ed un saggio in località Albertini a Piazzolla di Nola. Precisamente duemilaquattro anni fa, presso Nola, nella Terra degli Ottavi, moriva l’Imperatore Cesare Ottaviano Augusto e questa Villa non ancora ritrovata giace ancora sotto la cenere e lapilli. Il 19 agosto del 14 d.c. passava ad altra vita il primo Imperatore Cesare Ottaviano Augusto, nella stessa stanza dove mori il padre Gaio Ottavio il 59 a.c.  L’Imperatore Augusto nacque a Velletri il 23 settembre del 63 a.c. Nella residenza nolana nacque nel 69 a.c. Ottavia minore, sorella dell’imperatore e moglie di Marco Antonio.



Cesare Ottaviano Augusto all’età di settantasette anni si trovava a Benevento con problemi intestinali e quando capi che stava per morire, con tante proprietà a sua disposizione a pochi chilometri di distanza, come la Villa di Baia, nei pressi di Miseno, dove vi era di stanza la flotta, la Classis Misenensis, che lo rese invincibile, oppure la Villa Pausylipon a Napoli avuta in eredità da Publio Vedio Pollione, con un teatro privato da duemila posti a sedere ed un allevamento di morene, preferì farsi accompagnare nella casa paterna presso Nola (ager Nolanum) in compagnia dalla moglie Livia e il suo esercito scelto, i Pretoriani. Tacito nel primo libro degli Annales fa capire che in questa casa Augusto trascorreva la sua villeggiatura autunnale ed a questa località, con la presenza di molte ville rustiche e masserie diede il nome di Octavianum che mutò successivamente in Ottajano. Proprio nei pressi di Nola (Apud Nolam) inizia il percorso che porta Ottaviano a Divo Augusto, dopo la consacrazione sancita dal Senato.

Nel 2010 è stato recuperato un importante capitello (nella foto) che attualmente è esposto nel Museo Archeologico di Nola, ritrovato durante i lavori di scavo della scuola elementare Albertini al confine tra Ottaviano e Piazzolla di Nola, sul capitello si vedono bene i segni dei denti della ruspa per estrarlo dalle mura. Secondo i funzionari della Sovrintendenza di Nola, visto la grandezza e la forma, il capitello appartiene ad un Tempio o ad un edificio pubblico. In passato è stata fatta anche un’interrogazione parlamentare al Ministro Ornaghi, anche il successore Franceschini in questo territorio ha fatto poco o nulla senza nessun risultato che merita essere menzionato. Ora le associazioni Culturali sperano in un interessamento del nuovo Ministro alla Cultura Alberto Bonisoli in un suo intervento, almeno nel mettere il vincolo archeologico in una zona molto importante dal punto di vista archeologico e impegnarsi almeno per un saggio. Visto che in molti sono convinti che è la Villa degli Ottavi e solo gli scavi lo possono dimostrare, non si può fare altro che aggiungere dai futuri scavi archeologici ulteriori notizie alla Storia a partire proprio dal testamento Res Gestae Divi Augusti, scritte prima su tavole di Bronzo e successivamente, per volere dell’Imperatore, incise sui Templi a lui dedicati.

Negli ultimi anni in via Romani ad Ottaviano, nei pressi della scuola elementare Albertini, dove molte famiglie hanno come cognome Romano, sempre un numero maggiore di persone si recano in quel luogo, quella collinetta che sovrasta la pianura vesuviana e nolana da un lato e il Somma-Vesuvio dal lato opposto, dove per alcuni abitanti il 19 agosto si sente ancora il rumore della cavalleria.

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