«Nemmeno la tragedia è riuscita a scalfire il tuo sorriso». Un cugino legge l’ultimo messaggio per Stella, la giovane commessa morta nell’ecatombe di Genova ed è come se aprisse uno spiraglio nel dolore profondo della chiesa evangelica di Foiano. Stella Boccia è al centro, in una bara bianca, avvolta da un lenzuolo tappezzato di cuori. Intorno i palloncini, liberati alla fine del rito, insieme ad uno a forma di stella. Il suo è un nome che ispira la fantasia, perfino nello strazio di una famiglia duramente provata. È difficile pensare e accettare che una figlia, una nipote, una cugina, un’amica, salga in auto per fare pochi chilometri d’autostrada, dall’albergo nel ponente genovese all’Acquario, la cui uscita è poco dopo il maledetto ponte Morandi o quanto ne resta, e muoia nel crollo dell’autostrada che stava percorrendo spensierata e felice, accanto al fidanzato Carlos.

«Siamo sconvolti ma non disperati: perché sappiamo in chi credere». Il fratello è un pastore evangelico e lo dimostra nelle poche parole che dice all’interno del rito. In un angolo, seminascosta tra la gente, c’è anche la mamma di Carlos Trujillo con un altro figlio: ed è una presenza che unisce a doppia mandata il dolore per la perdita dei due fidanzati. «Nessuna protesta contro lo Stato: volevamo solo vivere nella piena intimità il nostro addio a Stella» spiega sempre il fratello.

Hanno letto sui giornali di questa rivolta contro le esequie pubbliche e prendono le distanze. La gente invece è vicinissima. Il tempio è pieno, fuori tanti altri anche solo per far sentire un abbraccio. Che accolgono Stella con un applauso: come se servisse anche lui a scacciare il dolore.

Intanto alla cappella della Misericordia dell’ex ospedale di Subbiano si apre nel tardo pomeriggio la camera ardente di Carlos Trujillo, il fidanzato di Stella, inghiottito con lei dalla tragedia del ponte. La salma, a lungo rimasta ignota perchè Carlos era stato inserito fra i dispersi, era rientrata da Genova poco prima. C’è la madre che ha partecipato anche al funerale della ragazza a Foiano, c’è il padre che fu il primo ad arrivare in Italia una ventina d’anni fa dal Perù, ci sono amici e parenti, molti sudamericani, c’è il dolore straziante dei momenti più terribili, come è per una famiglia perdere un figlio a poco più di vent’anni, perderlo insieme alla fidanzata, perderlo proprio mentre lo si sapeva felice e in vacanza.