Poche luci e tante ombre per i player italiani alle World Series Of Poker, che hanno avuto luogo dal 30 maggio al 17 luglio presso il Rio All Suite Hotel and Casinò di Las Vegas, in Nevada: nonostante 113 piazzamenti a premi complessivi, a ottenere risultati di un certo rilievo sono stati soltanto il milanese Antonio “Barcia961” Barbato e il partenopeo Dario “MadGenius” Sammartino.

L’importante torneo internazionale, che ha visto il successo finale di Justin “ZeeJustin” Bonomo nell’ultimo super evento da oltre 24 milioni di dollari di montepremi, non è stato particolarmente esaltante per i pokeristi italiani, ma sicuramente Napoli e la Campaniapossono sorridere, grazie ai buoni piazzamenti di Sammartino, che già in passato ha dato grosse soddisfazioni sul tavolo verde.

Sebbene ci si sarebbe aspettati qualche piazzamento in più dai pokeristi azzurri, non sono comunque mancate le emozioni nel corso del mese e mezzo di tornei. Proprio Sammartino è stato uno dei protagonisti indiscussi all’interno del nostro team, grazie alle vittorie che l’hanno portato a un buon 15esimo posto nell’evento #49, il $ 10,000 Pot-Limit Omaha 8-Handed Championship e, soprattutto, al terzo posto nell’evento #23, il $ 10,000 No Limit 2-7 Lowball Draw Championship, che l’ha portato a sfiorare la vittoria finale e dunque l’ambito braccialetto destinato ai primi classificati.

A battere il pokerista campano, costantemente tra le prime posizioni durante l’intero torneo, è stato Brian Rast, che ha eliminato il nostro campione con un all-in da small blind: lo statunitense ha potuto sfruttare la sua serie J-9-8-6-2, mentre Sammartino, con 9-5-4-3 in mano, ha dovuto pescare un’altra carta, trovando però solo un altro 3. Chiudendo la coppia, MadGenius è finito out, terminando così al terzo posto.

Per Antonio Barbato, l’altro italiano ad aver sfiorato il braccialetto nell’evento #17 $1.500 No Limit Hold’em Six Handed, la sconfitta è arrivata invece per mano del player bulgaro Ognyan Dimov. Il pokerista milanese, che ha quindi chiuso con un ottimo secondo posto, sono andati $ 233.992, mentre il vittorioso Dimov ha potuto portare a casa, oltre al braccialetto WSOP, anche un premio di oltre $ 370.000.

A fare notizia nel tavolo finale delle WSOP 2018 è stato però anche Doyle Brunson, una leggenda del poker statunitense, che ha chiuso al sesto posto dopo essere stato sconfitto da James Alexander. Sulla cresta dell’onda dal 1970, Brunson probabilmente chiuderà qui la sua carriera, lasciando tuttavia una degna generazione di eredi, tra i quali potrebbe spiccare proprio il nostro Dario Sammartino.

Nonostante la sconfitta contro Brian “tsarrast” Rast, con un premio di consolazione di oltre $ 114.000, MadGenius non può infatti certo dire di aver sfigurato di fronte a campioni ben più affermati ed è solo la delusione per aver ceduto proprio a un passo dal traguardo a lasciare l’amaro in bocca al 31enne partenopeo.

Sammartino, che può già vantare pesanti risultati come il quarto posto all’EPT del 2015 con un premio di € 709.500, un altro quarto posto al PCT del 2016 con un premio di $ 562.460 e ancora un quarto posizionamento alle WSOP del 2016 con $ 163.604, nel luglio 2016 è risultato essere il quarto italiano più vincente nella storia del poker, con ben $ 3.398.006 incassati in carriera fino ad allora: un percorso di