Pompei, strage di alberi in via Ripuaria: «Non erano malati»


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«Sono disgustata da come la SMA Campania, società in house della Regione Campania che già pochi mesi fa ha fatto parlare di sé e non certo per meriti, abbia eseguito i lavori di potatura lungo via Ripuaria a Pompei, nel tratto di strada che costeggia il fiume Sarno. In due chilometri di percorso, c’erano 69 piante di pioppo nero di vent’anni e 3 platani di un secolo e mezzo d’età. La Sma, piuttosto che mettere esclusivamente in sicurezza la strada, ha in parte abbattuto gli alberi e si prepara a continuare l’opera con una potatura profonda di quelli rimanenti, tra l’altro in piena stagione estiva, cioè nel momento in cui gli alberi sono nel pieno della loro vitalità. Si tratta di un intervento che, se venisse portato a termine, sarebbe pericoloso, in grado di danneggiare la natura e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Se quegli alberi riuscissero a crescere, inoltre, dovrebbero essere monitorati, con la conseguenza dei costi esorbitanti che bisognerà sopportare, per evitare enormi rischi per chi percorre quel tratto di strada. Mi chiedo se il presidente del Parco Regionale del Fiume Sarno sia a conoscenza di questo provvedimento perché non è possibile assistere a questi scempi: sono anni che i sindaci dei Comuni del Parco regionale del Bacino del Sarno promettono di tagliare quegli alberi, dimenticandosi invece dell’inquinamento del fiume, che dovrebbe essere le priorità di tutti».



Lo denuncia la senatrice del Movimento 5 Stelle, Virginia La Maura, componente della Commissione Ambiente del Senato, che ha sostenuto la battaglia intrapresa dal Movimento 5 Stelle di Pompei. Il gruppo M5S locale, infatti, ha già richiesto al Comune di ricevere una relazione agronomica dell’autorizzazione dell’ente Parco Regionale del Bacino del Fiume Sarno. «La Società Internazionale di Arboricoltura spiega bene i danni irreparabili cui vengono sottoposti gli alberi che subiscono una potatura profonda – dice La Mura -: deficit nutritivo e quindi indebolimento; sviluppo di malattie e parassiti; crescita di rami deboli e morte dell’albero. La potatura – aggiunge la senatrice – sarebbe dovuta avvenire con metodo scientifico, tutelando la sicurezza della strada e la salute degli alberi, che rappresentano un patrimonio paesaggistico, ambientale e di tutela dell’equilibrio dell’ecosistema».

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