L’Oasi naturalistica Rio Santa Marina e il Parco Cinque Sensi sono due importanti realtà da salvaguardare dall’egoismo dell’uomo e da qualche canale selvaggio. Nel mese di agosto allo zenit, quando tira forte il maestrale tra le foglie di pioppi e il cinguettio degli uccelli un’orchestra astrale ti accarezza i timpani e ti porta con lo sguardo fisso ad osservare le rive del fiume e i suoi canali.

La sorgente Santa Marina si trova a Sarno al confine con Nocera Inferiore e precisamente nella frazione Lavorate, il Rio Foce con l’annesso Parco Cinque Sensi si trova sempre a Sarno al confine con Palma Campania. L’acquedotto Campano preleva oltre l’ottantacinque per cento dell’acqua dalle tre sorgenti di Sarno, cioè Foce, Palazzo e Santa Marina e rifornisce circa settecentomila abitanti.

La sorgente Santa Marina, tra i siti naturalistici di sicuro tra i più belli al mondo è poco conosciuto, si può ammirare al momento una flora e una fauna particolare tipica dei fiumi mediterranei e non solo. A livello di flora si può osservare la melissa, il crescione, la borragine, la malva, la camomilla e l’equiseto e tante altre specie, per non parlare delle diverse alghe, alcune anche commestibili. Mentre a livello di fauna gli uccelli la fanno da padrone con il moriglione, la moretta, il germano reale, l’alzavola, la canapiglia, la marzaiola, l’airone bianco, la folaga, la gallinella d’acqua e tanti altri, ma, anche i serpenti non mancano come bisce e il biacco.

In molti pensano che per sviluppare questo luogo si devono realizzare Chalet o Solarium mentre altri come l’imprenditore agricolo Dario Montoro dice che bisogna lasciare tutto al naturale senza realizzare proprio nulla se veramente si vuole salvaguardare questo luogo, bene il bagno e la passeggiata nel lontro e nella canoa ma non più di tanto, mentre per l’ambientalista  Luciano Angrisano e Pietro Fioretto appassionato di natura selvaggia dicono sì alla valorizzazione del luoghi e delle bellezze locali ,no all’inquinamento ed allo  sfruttamento senza regole.

Il lontro (imbarcazione tipica del fiume Sarno) e le canoe salgono e scendono lungo il fiume guidati da sportivi ed appassionati. È un settore che può crescere portando sviluppo economico nel territorio oltre ai prodotti tipici locali. Per raggiungere l’Oasi bisogna percorrere circa trecento metri a piedi, attraversando dei sentieri dove i pomodori San Marzano tracciano il cammino con il loro colore rosso che risalta su tutti gli altri. Il Rio Foce collocato al lato opposto di Sarno con la sua cascata e il Santuario di Santa Maria della foce a Ferragosto è meta di migliaia di pellegrini provenienti anche da tutti i paesi limitrofi e non solo.

Questi Parchi sono piccoli e basta poco per ingrandirli, appena più a valle ci sono dei canali che una volta servivano per irrigare, mentre oggi sono utilizzati per smaltire pozzi neri di abitazioni private. I contadini hanno paura di denunciare mentre le associazioni naturalistiche e culturali iniziano ad alzare la voce chiedendo alle autorità di intervenire quando prima per recuperare questo territorio speciale.