Si è svolta domenica la solenne processione in onore della Madonna del Carmine tra applausi e preghiere, emozioni e commozioni, un rito unico nel mese di luglio. Ormai da oltre 358 anni a partire dal 1660 che si celebra la storica processione in onore della Madonna del Carmine nei vicoli storici della Città di Ottaviano, dove si respira un’aria diversa, un’aria di festa, che coinvolge migliaia di cittadini provenienti anche da altri paesi. L’orario è sempre lo stesso, 19 in piazza San Giovanni, una piazza storica, del ‘500, per il tradizionale raduno degli uomini che hanno aspettato come tradizione vuole la statua della Madonna portata a spalla, uscita alle 19:15 dalla Chiesa del Carmine.

Una processione particolare che prevede gli uomini davanti alla statua della Madonna in fila per due con i ceri accesi, mentre dietro la statua, donne e bambini, che pregavano incessantemente, una processione lunga centinaia e centinaia di metri, dove in molti tratti il silenzio e la preghiera ha colpito il visitatore. Da quel sedici luglio 1660, da quando la Madonna soccorse Ottajano dalla terribile eruzione, tutti gli ottajanesi partecipano commossi a questa processione storica. Anche se quest’anno è stata una processione particolare, giusto ad un anno di distanza dagli incendi dolosi del Somma-Vesuvio dove sono andati distrutti migliaia di ettari di vegetazione, nei pressi del Palazzo Mediceo, precisamente all’altezza della porta naturale del Parco Nazionale del Somma-Vesuvio, con lo sguardo rivolto verso la montagna, i parroci hanno fermato la statua della Madre protettrice di Ottajano e dopo la preghiera è scattato un lungo applauso. Si intuisce facilmente che la montagna è sacra agli ottavianesi. La festa è iniziata presto di mattina con la prima messa del giorno delle 6.

Tra il popolo ottajanese si parla sempre di quella giovane che prestò il suo volto per il restauro della Statua della Madonna, lavoro eseguito da un artigiano locale, nel 1915, un vero capolavoro. Quella giovane, Carmela Auricchio, bellissima fanciulla, morì giovanissima dopo aver sognato in diverse occasioni la Madonna. Anche la gastronomia in questo giorno prevede per tradizione gnocchi o fettuccine con pomodorini del piennolo spolverati da abbondante basilico, affiancato da parmigiane di melanzane e peperoncini verdi fritti (friarielli) con pomodorini, bagnati con una catalanesca che ha annegato i “percuochi”.