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Cmo, in 8 a processo per abusi edilizi: ecco i nomi e la replica dell’azienda

Abusi edilizi al Centro Medico Oplonti: tutti a processo. Sono stati rinviati a giudizio gli otto indagati, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, falso ideologico, falso in atto pubblico e abusivismo edilizio. Insieme al titolare del Cmo Luigi Marulo, l’amministratore unico del polo medico Francesca Grassi, l’architetto Antonio Collaro e i due tecnici responsabili della ditta che aveva effettuato i lavori senza autorizzazione, saranno a processo tre dipendenti del Comune di Torre Annunziata: il responsabile dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano, l’architetto Sergio Franco e il geometra Gino di Donna, responsabile del Suap e Demanio. Secondo gli inquirenti, che per mesi hanno acquisito documenti e intercettazioni, dagli atti firmati dai tecnici risulterebbero diverse anomalie, confermate in aula anche dal pm Rosa Annunziata che ha coordinato le indagini.

Il Cmo intanto risponde con una nota ufficiale: «Affronteremo con estrema serenità l’intero processo. Riponiamo sempre massima fiducia nella magistratura. Siamo supportati da avvocati e tecnici di elevato spessore umano e professionale che ci hanno sempre confortato sulla legittimità dei nostri comportamenti”. È quanto dichiara Luigi Marulo, Direttore del CMO Centro Polispecialistico di Torre Annunziata. Tra qualche giorno, invece, il Tribunale si pronuncerà circa la richiesta di riapertura dello stabile oggetto di sequestro: «Aspettiamo con la massima fiducia questo provvedimento, che speriamo ci consentirà di riprendere le attività di medicina nucleare, attualmente interrotte. In questo momento di estrema difficoltà è venuto fuori nella sua interezza il senso di responsabilità e di appartenenza dei lavoratori verso l’azienda: il CMO è per tutti noi una grande famiglia. In maniera assolutamente spontanea, infatti, tutti i lavoratori hanno voluto far sentire la loro vicinanza nel momento dell’udienza. Al fine di evitare che tale vicinanza potesse trasformarsi in una manifestazione chiassosa, e per evitare interruzioni delle prestazioni sanitarie dell’azienda, tutti i 140 dipendenti si sono organizzati, garantendo la presenza all’esterno del Tribunale, ciascuno fuori dal proprio orario di lavoro, in una rotazione continua. A tutti i lavoratori va il ringraziamento più profondo da parte dell’azienda per la vicinanza, per la correttezza manifestata nei confronti delle Istituzioni e del territorio e per lo spirito di servizio nell’aver comunque garantito l’erogazione delle prestazioni sanitarie, senza alcun tipo di disagio. Con nostro stupore inoltre abbiamo notato come, nel corso della giornata, diversi pazienti si sono recati all’esterno del Tribunale per manifestare la propria vicinanza al CMO e ai lavoratori. Una testimonianza d’affetto di cui andiamo orgogliosi. Non appena conosceremo l’esito del provvedimento del Tribunale in ordine al dissequestro – conclude Luigi Marulo – lo renderemo pubblico in maniera da condividere con il territorio questo delicato momento».

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