Il 6 febbraio del 2016, nel centro di Marigliano, lo colpirono con un unico proiettile esploso in pieno viso. Un colpo di pistola che non gli lasciò scampo. Per tre volte provarono ad ucciderlo senza riuscirci. Sembrava immortale e invece, alla fine, i killer sono riusciti a centrare l’obiettivo con estrema spietatezza. Le indagini sono in corso in maniera serrata tanto che ci sarebbero degli indagati e sono tutti tra le fila dei “napoletani”. E infatti, ed è agli atti dell’inchiesta di due giorni fa che ha portato, nella retata di Marigliano 20 persone, Francesco Esposito “’o chiatto” e Alessandro Sposito dovevano essere eliminati per mandare un messaggio inequivocabile al ras rivale Cristiano Piezzo. Quest’ultimo aveva consentito al clan Mazzarella di mettere le mani sugli affari illeciti di Marigliano e lo “sgarro” non era affatto andato giù al boss dei “paesani”, un tempo alleato, Luigi Esposito “’o sciamarro”.

Michele Minichini e Luigi Esposito “’O Sciamarro”

Luigi Esposito, pur di raggiungere il suo obiettivo, avrebbe allestito un gruppo di fuoco dal potenziale devastante, arrivando a coinvolgere persino uno dei killer di punta della camorra di Ponticelli: Michele Minichini, esponente di primo piano dell’omonima famiglia di “mala”, già coinvolto nell’omicidio del ras del rione Sanità Raffaele Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna. Gli inquirenti dell’Antimafia, anche grazie a una raffica di intercettazioni telefoniche, sono così riusciti a ricostruire tre raid: il primo avvenuto il primo dicembre del 2015, il secondo il giorno successivo, l’ultimo il 5 dicembre. Esposito “’o chiatto” riuscì però sempre a mettersi in salvo perché in quei giorni l’intera città di Marigliano era letteralmente assediata dai carabinieri, motivo per il quale il commando non portò a compimento la propria missione di morte. Del delitto sono a vario titolo accusati Luigi Esposito, Mauro Marino, Stefano Gallo, Antonio Improta, Vincenza Maione, Pasquale Parrella, Michele Minichini, Daniele Napolitano, Antonio De Filippis e Luisa De Stefano.