La Dia inserisce i vesuviani dei Fabbrocino tra i pochi clan in grado di influenzare i settori economici: «Risultano fortemente strutturati sodalizi che, nel tempo, hanno creato dei veri e propri apparati imprenditoriali, in grado di influenzare ampi settori dell’economia, locale e nazionale (giochi, ristorazione, comparto turistico-alberghiero, edilizia, rifiuti), mostrando una resilienza tale da riuscire ad assorbire i continui colpi dello Stato, rimanendo comunque operativi».

«Quanto descritto vale anche per gruppi che operano in provincia (a titolo esemplificativo si citano le famiglie Mallardo, Moccia, Polverino, Fabbrocino, Gionta), tutti dotati di una capacità economica consolidatasi prima nelle zone d’origine, grazie all’indiscusso dominio criminale e successivamente oltre regione, a seguito di una espansione sempre più ramificata».