La storia è raccontata da “Repubblica”, a cui la maestra elementare di San Gennaro Vesuviano ha autorizzato a pubblicare anche il nome. Si tratta di Luisa Ombretti, che nonostante abbia la figlia invalida al 100% a causa di una malattia genetica, non ha ottenuto il trasferimento da Firenze, e anzi si è vista sorpassare da colleghe con punteggio più basso.

Ma non è tutto perché il Giudice del Lavoro ha ordinato al ministero il trasferimento dell’insegnante ad una scuola prossima a casa, tuttavia il Miur non ha ancora provveduto al passaggio. Si tratta di uno dei tanti casi arrivati con la cosiddetta “Buona Scuola” e la “deportazione” di un grosso numero di insegnanti lontanissimo da casa per concludere con lo status di precari.

Scrive Repubblica: «La sua è una storia dove ci sono tutti gli ingredienti del mal funzionamento del sistema pubblico: mancato rispetto dell’algoritmo, omessi controlli di documenti, rifiuto di ottemperare alle decisioni del giudice del Lavoro. Lei che aveva i documenti in regola e tutti i diritti, s’è vista rifiutare il trasferimento definitivo vicino alla figlia invalida. Due sue colleghe, con diritti inferiori e documenti non validi, invece, sono state trasferite. E il Miur, condannato dal giudice del Lavoro, si rifiuta di eseguire il trasferimento della maestra danneggiata ordinato dalla magistratura».