«Nun e capit nient. Ca a cu lo”, per le famiglie dei carcerati. sati ai fatti, quando nell’ottobre del 2017, la vittima, un fioraio ambulante, non aveva “onorato” le richieste, e l’avevano massacrato in strada con calci e pugni. Uno spiemannam nuje, ci devi pagare. Devi dare almeno 200 euro a settimana a Tommaso “’o chirichiel. Altrimenti ve n’ata je da Brusciano». E poi dalle parole erano pestato e violento Nicola Vallefuoco insieme a Giovanni Rega e a Maurizio Castellano, avevano colpito l’uomo con calci e pugni per sottometterlo al loro volere e costringerlo a pagare il pizzo.

Ma il fioraio non era certo l’unica vittima dei signori del racket di Brusciano. Anche un familiare di un amministratore comunale dei dintorni, era finito nelle grinfie del clan, stavolta al cantiere si erano recati Turboli e Castellano per ricordare all’imprenditore che se voleva continuare a lavorare in pace, doveva pagare. Ma la vittima storica, un vero e proprio “bancomat” per gli estorsori sempre in base all’ipotesi accusatoria – era un imprenditore di Marigliano, titolare di diverse sale slot e altre attività, che per anni era stato costretto a versare nelle casse del clan (e anche in quelle di clan avversi) centinaia di migliaia di euro. Di ben 500 euro, una delle ultime mazzette che sarebbero state consegnate dall’uomo nelle mani di Di Maio e Giovanni Rega. Fino a quando, esausto, non ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri.