Tentata estorsione per conto del clan a Pompei, viene condannato l’incensurato, mentre il procedimento è ancora in dirittura d’arrivo per gli altri tre. Vincenzo Severino, 21 anni di Pompei, è stato ritenuto colpevole, per lui una pena di 3 anni e 4 mesi. È accusato di aver preso parte al tentativo di estorsione ai danni di due imprenditori titolari di un’industria conserviera.

Nello stesso procedimento finirono in manette Aniello Cirillo, di 43 anni, del figlio Angelo Cirillo di 22 anni e di Valerio Varone, di 39 anni, responsabili in concorso del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nel più classico tentativo “pizzo di Ferragosto”.