Due attentati ai danni di altrettante attività commerciali compiute tra il 2009 ed il 2010 sempre dal gruppo del clan Giugliano di Poggiomarino. A raccontarlo è il pentito di camorra, Carmine Amoruso, nei suoi lunghi verbali. Il primo venne compiuto ai danni di una caffetteria, e l’altro contro un’azienda florovivaistico entrambi situati nella cittadina vesuviana.

«Andai a prendere una bomba artigianale di diversi chili e con una miccia lunga 70 centimetri, aspettati il giorno di chiusura del bar e misi l’ordigno davanti al locale». Diverso, invece, l’attentato al vivaio compiuto perché il titolare aveva denunciato il racket: «Dovevo agire io, ma ero sotto controllo e l’attentato venne compiuto da altre persone», spiega il collaboratore di giustizia.