Turismo, dopo il boom di Pasqua si punta a consolidare le presenze


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È il momento dei bilanci per il settore del turismo in provincia di Napoli: i risultati di Pasqua sono decisamente incoraggianti, con un vero e proprio boom per i luoghi d’attrazione del territorio, ma non sono mancati problemi e disservizi, su cui intervenire per migliorare ulteriormente.



Boom dei siti archeologici

Partiamo dai numeri del weekend con cui si è aperto questo mese di aprile: secondo i primi dati ufficiosi, c’è stato il sold out quasi completo di alberghi e bed&breakfast della città partenopea, con ottimi riscontri anche per le zone vicine. Altissima affluenza anche ai siti archeologici, che hanno beneficiato anche dell’effetto del tradizionale ingresso libero in occasione della prima domenica del mese, con un totale di 23.459 visitatori: solo a Pompei sono stati registrati 19.608 gli accessi, mentre al Parco archeologico di Ercolano, agli Scavi di Oplonti 321 visite e infine al Museo di Boscoreale 110.

Ottimi risultati per il Vesuvio

Il bel tempo primaverile del weekend pasquale ha favorito anche le escursioni sul Vesuvio: il Gran Cono ha attratto più di diecimila persone (seimila poi hanno visitato il Parco Archeologico), confermandosi come si legge sul sito siviaggia.it uno dei più importanti attrattori turistici nella lista di cosa visitare a Napoli e in Campania. La conferma arriva anche dal presidente dell’Ente Parco Agostino Casillo, che ha dichiarato che nel fine settimana di Pasqua “abbiamo registrato 10.075 ingressi al sentiero n. 5 del Parco Nazionale del Vesuvio; numeri straordinari per un sito naturalistico che ogni anno accoglie centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo, un indotto importantissimo sui cui continueremo ad investire per renderlo ancora di più volano di sviluppo per l’intera area vesuviana”.

Ma resta il caos in città

All’ottimo riscontro delle presenze in città e in provincia, però, fa da contraltare una situazione molto critica per quanto riguarda i servizi a supporto del turismo: a Napoli, ad esempio, strade, musei e lungomare sono stati affollati sino all’inverosimile, ma il sistema urbano non ha retto l’urto di questa ondata, con caos e tanti problemi sia per i cittadini che per gli stessi ospiti.

Il nodo critico dei trasporti

Il primo nodo è quello del traffico di auto e moto, che ha colpito le zone centrali del capoluogo, come via Marina (con code di oltre un’ora a causa di ingorghi continui), ma è stato soprattutto nel settore dei trasporti pubblici che si sono registrati i disservizi più forti: corse ridotte e pochi autobus in giro, metropolitane al limite del collasso (nel pomeriggio della Pasquetta, alla stazione di Toledo è stato necessario far defluire le persone ai tornelli senza controlli per evitare la ressa) e tante difficoltà per chi voleva muoversi senza utilizzare i mezzi privati.

In due anni la metro all’aeroporto

A cercare di placare le polemiche è stato l’assessore al turismo del Comune di Napoli, che in un’intervista premette che “la città è nel pieno di un boom che fino a qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile, godiamocelo e pensiamo che è meraviglioso”, per poi ammette che “si può e si deve migliorare tanto”, a cominciare proprio dai trasporti. “Bisogna renderli sempre più efficienti per consentire a chi viene a visitare Napoli di potersi muovere liberamente, senza utilizzare l’auto”, dice l’ex sindaco di Ercolano, che pensa “soprattutto ai progressi della Metropolitana, che quando toccherà l’aeroporto consentirà di raggiungere ogni luogo della città senza sforzo”. Infine, Daniele si lancia in una promessa ambiziosa: “Entro due anni il caos traffico non sarà più un ostacolo al turismo. Io ci credo, anche i napoletani devono crederci”.

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