La notizia si è sparsa in pochi minuti dopo l’articolo pubblicato nella giornata di ieri da “Il Mediano”: Pietro Parashchuk, l’ucraino che ubriaco si schiantò a 140 chilometri orari contro l’auto su cui era a bordo Luigi Cangianiello, ha lasciato il carcere per essere ristretto agli arresti domiciliari. Una novità che ha scatenato la rabbia degli amici del 28enne. In decine, infatti, hanno scritto a Il Fatto Vesuviano ed altri giornali chiedendo giustizia.

Secondo i giudici non ci sono le esigenze cautelari per detenere in carcere l’ucraino accusato di omicidio stradale per la morte del giovane di San Gennarello di Ottaviano avvenuta a Pomigliano d’Arco nella notte tra Pasqua e Pasquetta. Luigi si trovava a bordo della Fiat Punto presa in pieno dalla Bmw che correva come un proiettile. Nello schianto morì sul colpo, mentre l’amico Giovanni Coppola ha riportato gravi ferite.