RIME NEOMELODICHE – Qua nessuno è fesso…


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Siamo alle solite! Mi guardo intorno, cerco idee, pensieri…
qualsiasi cosa a cui attaccarmi per far correre la fantasia, per esprimere la mia napoletanita’ e poter soddisfare quel naturale bisogno di condivisione di ogni cosa possa procurare un sorriso.



“Che c’è vulit fà” …è la nostra natura! E io dico… é la nostra fortuna!

Ma mi sto perdendo nei pensieri…ah si ci sono!
Siamo alle solite come dicevo. Mentre sorridevo tra me e me, per una scena a cui assistevo, in un attimo una marea di idee hanno preso forma nella mente per un racconto e prim’ancora di formularlo, gia’desideravo
procurarvi un sorriso.
Affacciato alla finestra dal mio dentista*, in attesa di entrare, ho notato un grosso gabbiano (ma bello grosso) banchettare, svolazzando tra il tetto di un auto in sosta blu metallizzato ed uno stracolmo cassonetto, di rifiuti di genepesca, argento satinato.
“Sta facenn a spesa”, ho pensato. Perche’ proprio come si usa fare in certi mercati si sceglieva, con calma, il rifiuto più grosso, dicimm o’ meglio articolo.
Oggi, lo so’, vederli non é una novità…ma forse in una discarica, non in un borgo cittadino (parlo di via dei Vergini** per chi la conosce, nel pieno centro storico) tra un via vai di auto e persone!
Non mi era ancora capitato…
indifferente a tutto, ha inchiavicato[^] il tetto blu metallizzato dell’auto ed ha sparso in strada gli scarti di seconda scelta, allontanando persino i naturali rappresentanti della fauna territoriale (e palumm)[^]
che si tenevano in disparte,
per non averci a che fare.
Mah…é proprio cambiato il mondo!
Ho visto gatti rincorrere cani, sorci enormi scacciare gatti, umani litigare per il contenuto di un contenitore di spazzatura!
Ed ora un gabbiano reale, nel centro storico a far da padrone -‘ncopp ‘a nu’ cuofan ‘e munnezza.
Ecco… questa é stata
l’ ispirazione per il consueto pensiero neomelodico
…naturalmente.
Questo racconto l’ ho contestualizzato ripescando alcuni miei ricordi di qualche anno fa’ quando
in una fredda giornata di dicembre che precede il Natale, dal terrazzo del mio Ufficio che si trova in prossimità del mare…ne osservavo le sfumature scure e la turbolenza, era agitato, violento…e notai che stranamente, non c’erano gabbiani che, con un mare così, in altri tempi, si sarebbero azzuffati tra le spumose onde in cerca di alici…e invece no!
I furbi stavano tutti
appollaiati in fila all’asciutto, sul tetto del terrazzo, come a guardare il mare…invece
io, si lo guardavo, ma loro, pensavano ad altro, a due appetitosi ed ignari colombi innamorati e spontaneamente,
pensai:
“AZZ! A quanto pare…

pur’ e gabbian sentn fridd a Natale!”

‘Ncopp all’Ufficio, affacciat’ a fenesta…
guardo luntano…. O’ mare ‘ntempesta.

O spettacolo è bell…e culur ammaliant…
ma ce manc na’ cos… assaje cchiu’ important.

Pensannce bbuon, nun c’è stann ‘e gabbian…
ca’ pescan e s’azzuffan facenn baccan.

Giranneme e lat… ncopp a nù tetto assolat…
c’è stà nà fila e’ gabbian, ‘nfredduliti e affamat,
che da luntano (aumm aumm)[^] se fetteano[^] a dduje palumm ca’ puveriell,
pensann e non farsi notare…
comm’a nnammurat stavano
a tubare.

All’improvviso e senza preavviso,

s’aiz[^] nù gabbian, chill cchiù gruoss,
e quas comm si foss ro’ quartier o’ boss,..

ha’ abbuffat [^]o’ piett, pronto a fermare
e cumpagn affamati, decisi a volare.

O’ messaggio er chiar e molto eloquente…
sol e’ palumm n’hann capit niente:

“Nuje simm tant…’e palumm so’ ppoc…
chest è rrobba mia…levatev a’ lloc”.

( Morale del gabbiano)

Pecch’è mmeglio nù palumm, ‘nterr nnammurato,
cà n’alice fresc miez o’ mar fridd e agitato.
S©iro

Per capirci:

[^] inchiavicato = sporcato…
fare una chiavica
[^] palumm = s.m. colombo

[^] aum aum = senza farsi
notare
[^] fetteano = puntano ad
occhi stretti
[^] s’aiz = si alza
[^] abbuffat = gonfiato

Note biografiche

(*) il dentista, é lo stimato dr Carrino Gennaro…
professionista esperto che, per usare un eufemismo letterario, per bravura, “mi lascia sempre a bocca aperta.”

(**) borgo dei Vergini o anche detto borgo Barocco, zona cittadina nei pressi del ben noto rione Sanita’ che ha dato i natali al grande Toto’.

Chi è Ciro Notaro:
E’un ex funzionario Agenzia delle Entrate di Naploi3.
Scrive pensieri in rima che definisce melodici, quando toccano temi passionali (o’core, l’ammore, l’amicizia) oppure neomelodici, quando son temi di fantasia ironici, parafrasando i testi dei cantanti neomelodici….e poi quelli che lui stesso definisce “Penzier pe’ pensa”che, altro non sono che spunti di riflessione sulle cose della vita.
Si firma con uno pseudonimo ” S©iro ” e scrive in rima per dare musicalita’ alle parole.
Il suo intento nel proporsi all’ attenzione de “il fatto Vesuviano”, e’ di dare risalto ad alcuni progetti di solidarieta’ e a rafforzare la sua idea di “amicizia solidale ”

Ci tiene a precisare che cio’ che espone e’ in forma dialettale parlata e non sono poesie bensì, “Racconti in rima” perche’ si reputa un cantastorie di fatti…un modesto Trilussa Napoletano nel denunciare… piuttosto che un poeta.

I contatti per chi volesse sponsorizzarsi con pensieri melodici e sostenere il progetto di “amicizia solidale 2018, a favore dei Bambini in difficolta’ e di chi a loro provvede sono:

Ciro Notaro:
Facebook messenger
Ci.not@libero.it

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